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Una novità importante

Cosa prevede la riforma del catasto

Cosa prevede la riforma del catasto
Cronaca 11 Novembre 2014 ore 15:23

Nella giornata di ieri, lunedì 10 novembre, il Governo ha dato il definitivo via libera alla riforma del catasto, che prevede la rimessa in moto delle commissioni censuarie al fine di ristabilire numeri e valori degli immobili presenti sul nostro territorio, e successivamente adeguarne le imposte. Una novità importante, in primo luogo perché riporta in auge istituti, come le commissioni censuarie, presenti in Italia dal 1886 ma da diverso tempo ormai in disuso nonostante la loro notevole utilità, e in secondo luogo perché potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti riguardo alla lotta all’evasione fiscale.

Commissioni: compito e composizione. Ai commissari incaricati spetterà il compito di riqualificare il patrimonio immobiliare italiano, sia da un punto di vista numerico che economico. Per la precisione, i nuovi criteri valutativi si baseranno sulla qualità dell’immobile, sulla collocazione, l’anno di costruzione, lo stato conservativo, e il valore dei caseggiati circostanti. Inoltre, novità importante, le stime economiche saranno tarate non sul numero dei vani dell’immobile ma direttamente sui metri quadri.

A comporre le commissioni censuarie (per i cui membri è stato abolito il gettone di presenza)  saranno chiamati sei rappresentanti fra esponenti dell’Agenzia delle Entrate e degli enti locali, docenti qualificati, esperti di statistica e di econometria, indicati dai vari Ordini professionali entro i quali si collocano. Non possono essere componenti delle commissioni i parlamentari, i membri del governo e delle giunte regionali e comunali, soggetti che ricoprono incarichi direttivi o esecutivi nei movimenti politici, i prefetti. Tra i motivi di incompatibilità vi sono anche l’appartenenza alla Guardia di Finanza, ai Corpi di polizia, alle Forze armate, la rappresentanza di contribuenti nei rapporti con l’amministrazione finanziaria o con i Comuni nell’ambito di controversie tributarie. I presidenti e i componenti delle commissioni censuarie durano in carica 5 anni, non rinnovabili, e il loro operato deve essere ispirato ai principi di terzietà, imparzialità e neutralità.

Ogni commissione locale sarà organizzata in tre distinte sezioni: una si occuperà in prima istanza della revisione degli estimi, una seconda avrà competenza sui fabbricati, mentre alla terza sarà assegnata la competenza sui terreni. È prevista inoltre una commissione centrale, con sede a Roma, che rivestirà il ruolo apicale di giudice sui ricorsi presentati dall’Agenzia delle Entrate, dai Comuni e dalle associazioni di categoria contro le decisioni delle commissioni locali sui quadri delle categorie e delle classi catastali.

Il calcolo del valore patrimoniale di un immobile, nello specifico, avverrà secondo un complicato procedimento: al coefficiente assegnato in base ai parametri precedentemente citati e al valore del metro quadro, verrà applicato un fattore correttivo in funzione della localizzazione e di alcune caratteristiche edilizie. Il valore così ottenuto verrà moltiplicato per la superficie dell’immobile. Al risultato ottenuto verranno poi applicate riduzioni riferite alle spese sostenute per la manutenzione straordinaria, l’assicurazione e costi di amministrazione.

L’attuale valore catastale italiano. In totale, il valore del patrimonio immobiliare italiano posseduto dai privati ammonta a 5.559 miliardi di euro, quello delle società a 565 miliardi. In testa alla classifica Lombardia e Lazio, rispettivamente con un valore di 794,8 e di 724,9 miliardi di euro. Seguono Toscana (504 miliardi di euro), Campania (491,4), Emilia Romagna (458,9), Veneto (440,3), Piemonte (394,4). Per quanto riguarda le proprietà di società, in testa Lazio (112,1 miliardi) e Lombardia (109,6).