Cronaca
Il capo ultrà

Processo al "Bocia": contestate quattro violazioni al daspo nel 2018

L’accusa fa riferimento a filmati e testimonianze della Digos, la difesa sostiene che Galimberti abbia sempre agito nel rispetto degli orari delle limitazioni

Processo al "Bocia": contestate quattro violazioni al daspo nel 2018
Cronaca Bergamo, 05 Aprile 2022 ore 12:52

In aula l’accusa ha contestato una serie di violazioni al daspo, avvenute tutte nel 2018, da parte di Claudio Galimberti, meglio conosciuto come il «Bocia», storico capo della Curva Nord. Sarebbero avvenute in quattro occasioni diverse: una prima volta quando andò ad accogliere l’Atalanta in aeroporto al rientro dopo la vittoria contro la Roma, il 6 gennaio; successivamente il 7 febbraio si sarebbe trovato fuori dallo stadio in occasione della gara di Coppa Italia contro il Milan; il 15 febbraio per la partita in trasferta a Dortmund avrebbe preso il treno per recarsi in Germania e infine il 18 febbraio si sarebbe recato a Benevento, in macchina, insieme ad altri tifosi.

Il dibattimento in Tribunale è riportato oggi, martedì 5 aprile, dal Corriere della Sera Bergamo: l’accusa si basa sulle testimonianze degli agenti della Digos e le immagini delle telecamere. Quando ci fu la partita della primavera contro il Milan, a inizio febbraio, il Bocia è stato infatti ripreso mentre si fermava al Baretto in compagnia di un gruppo dalle 22 alle 23. Un altro filmato delle forze dell’ordine proverebbe invece che Galimberti è sceso dal treno speciale Chiasso-Dortmund, unendosi alla folla che si dirigeva verso lo stadio e sostando al meeting point. Per quanto riguarda l’accoglienza della squadra in aeroporto, le immagini sono arrivate dal sistema di sorveglianza di Sacbo, che ha anche presentato una denuncia per il ritrovo non autorizzato degli ultras nerazzurri, mentre per il viaggio verso Benevento l’imputato si è difeso spiegando che aveva solo approfittato di un passaggio per recarsi a Salerno.

La difesa del legale Andrea Pezzotta si è opposta alle accuse, affermando che il suo assistito era sì presente nei luoghi delle partite, ma sempre in orari al di fuori delle limitazioni del daspo, che vieterebbe la presenza di Galimberti solo tre ore prima e dopo le gare e per Dortmund mancherebbe l’autorizzazione a procedere da parte del Ministero della Giustizia, dato che la presunta violazione sarebbe avvenuta all’estero, sebbene l’accusa ritenga non sia necessario in quanto commessa a Bergamo, al momento della partenza. Su quest’ultimo punto si esprimerà il giudice il prossimo 13 giugno, data dell’udienza successiva.

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