Cronaca
Dai dirigenti alle opere pubbliche

Pubblica Amministrazione, le novità Adesso che la riforma è legge

Pubblica Amministrazione, le novità Adesso che la riforma è legge
Cronaca 05 Agosto 2015 ore 12:00

 

Era un delle prime riforme promesse da Renzi, e ieri, 4 agosto, è stato finalmente approvato in via definitiva il ddl che cambierà radicalmente la nostra Pubblica amministrazione. Il finale è arrivato dal Senato, con 145 voti a favore e 97 contrari (soprattutto facenti capo a M5S e Forza Italia). «Un abbraccio agli amici gufi», ha immediatamente twittato il Premier, mentre il Ministro Madia guarda già avanti, dichiarandosi già al lavoro sui decreti attuativi della riforma.

 

I dirigenti pubblici: merito, durata, revoche

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Un aspetto su cui il Governo si è parecchio concentrato nella redazione di questa riforma è quello della dirigenza pubblica, uno dei punti nevralgici della nuova legge. Gli incarichi di questo tipo verranno assegnati sulla base del merito e della continuità della formazione, potranno durare solo quattro anni (con eventuale aggiunta di due anni in casi particolari), e la scadenza del termine prevederà un demansionamento a ruolo di funzionario, e non la perdita del posto. Prevista la possibilità di divieto o revoca dell’incarico, in settori esposti al rischio corruzione, per i dirigenti condannati anche in via non definitiva dalla Corte dei conti al risarcimento del danno erariale in seguito proprio ad eventi di corruttela.

Correlativamente, per quanto riguarda il pubblico impiego, verrà cancellata la figura del segretario comunale, che però per i primi tre anni potrà continuare a esercitare le stesse funzioni di legalità. Inoltre, chi è vicino alla pensione potrà scegliere di lavorare part-time, mantenendo però i contributi pensionistici per il tempo pieno solo con versamenti autonomi.

 

Le forze dell’ordine: accorpamento, riordino, 112

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Prevista poi una riorganizzazione delle forze dell’ordine, che avrà come novità principale l’accorpamento del Corpo forestale dello Stato ai Carabinieri. Il personale con funzioni anti-incendio passerà invece sotto i Vigili del fuoco. In generale, per tutte le forze dell’ordine, la delega prevede un riordino dell’assetto funzionale e organizzativo, con un più stretto legame con il merito, in particolare per le progressioni di carriera.

Istituito infine il numero unico per le emergenze, il 112, da estendere a tutto il territorio nazionale, che assorbirà tutti quelli finora attivi: il 118, il 113 e il 115.

 


Prefetture e Camere di Commercio: tagli, ottimizzazione

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Grosse novità anche per quanto riguarda l’amministrazione dello Stato. Verranno notevolmente diminuite le prefetture, e quelle che rimarranno confluiranno tutte in un Ufficio territoriale unico dello Stato, entro cui verranno accorpate tutte le diramazioni della Pa centrale, dalla Ragioneria generale agli archivi notarili, dalle Soprintendenze agli uffici scolastici.

Con un decreto delegato saranno inoltre rafforzati i poteri di controllo della Presidenza del Consiglio, in primis sulle agenzie fiscali e sulle nomine dei manager pubblici, che dovranno tassativamente passare per il Consiglio dei Ministri.

Non sfuggono al riordino, inoltre, le Capitanerie di porto e le Authorities, che dovranno livellare gli stipendi, adottare criteri omogenei per il finanziamento e non dovranno avere doppioni con uffici ministeriali.

Infine, le Camere di commercio dovranno passare da 105 a 60, tenendo conto della soglia dimensionale minima fissata a 75 mila imprese.

 

Opere pubbliche: velocizzazione, snellimento

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Ultimo grande tassello della riforma è quello legato alle opere pubbliche. Oltre all’ampliamento dei termini del silenzio-assenso (da 60 a 90 giorni) per le amministrazioni dedicate a tutela dell’ambiente, dei beni artistici, del territorio e della salute dei cittadini, è stata varata una procedura accelerata per alcuni procedimenti amministrativi. Verranno dunque dimezzati i termini per la chiusura delle procedure che riguardano opere di interesse generale o l’avvio di importanti insediamenti produttivi. Per le grandi opere potranno essere attribuiti poteri sostitutivi al Premier, che a sua volta potrà avvalersi dei prefetti. Rispetto alla Conferenza dei servizi, il silenzio di un’amministrazione che non esprime il parere entro il termine stabilito equivarrà a un “sì”.

I criteri esplicitati nella delega puntano a una riduzione dei partecipanti (non servirà più un rappresentante per ogni ufficio) e alcuni casi in cui scatterà l’obbligo di convocazione. Si potenzia il ricorso alle tecnologie, con la possibilità di partecipare alle riunioni per via telematica.

Saranno infine definiti in maniera tassativa i tempi per chiedere integrazioni e chiarimenti, superati i quali la domanda cadrà nel vuoto. E ogni tipo di conferenza dovrà avere una durata certa.

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