Il giallo

Pubblicati i verbali alla base dei Dpcm, ma mancano quelli sulla “mancata zona rossa”

I documenti del Comitato tecnico scientifico sono stati desecretati dal Governo e resi noti sul sito della Fondazione Luigi Einaudi, eppure c'è una lacuna che riguarda proprio la Bergamasca

Pubblicati i verbali alla base dei Dpcm, ma mancano quelli sulla “mancata zona rossa”
Val Seriana, 06 Agosto 2020 ore 15:32

Sul sito della Fondazione Luigi Einaudi sono stati finalmente pubblicati i verbali del Comitato tecnico scientifico alla base dei Decreti e delle decisioni prese dal Governo per far fronte all’emergenza sanitaria. Tuttavia, tra i cinque documenti spicca l’assenza di quello relativo agli incontri durante i quali si è discusso dell’istituzione (mai avvenuta) della “zona rossa” nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro.

I verbali desecretati dall’Esecutivo sono stati pubblicati dopo che per giorni si sono susseguite polemiche alimentate da più parti e, in particolare, dalle forze di opposizione che chiedevano di rendere noti gli atti formulati sulla base dei dati epidemiologici che mostravano la diffusione dell’infezione sul territorio nazionale.

Nel verbale numero 21 del 7 marzo, in particolare, il Comitato tecnico scientifico avrebbe proposto di rivedere la distinzione tra le cosiddette “zone rosse” (gli undici comuni del Lodigiano) e le “zone gialle” (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e le provincie di Pesaro-Urbino e Savona), avanzando invece l’idea di applicare «due livelli di misure di contenimento. L’uno nei territori in cui si è osservata ad oggi maggiore diffusione del virus, l’altro sull’intero territorio nazionale». Le zone individuate per l’applicazione più rigorosa delle misure di contenimento del virus sono «Regione Lombardia e le provincie di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena, Pesaro-Urbino, Venezia, Padova e Treviso, Alessandria e Asti».

Righe nelle quali è possibile scorgere l’idea di quella “mancata zona rossa” in Val Seriana, estesa però a tutto il territorio regionale nella speranza di limitare il numero di nuovi contagi. Il successivo Dpcm del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe esteso il lockdown, invece, su tutto il territorio nazionale.

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