Giovedì 23 luglio

“Qualche volta abbiamo anche cantato”, ricordi di guerra “bergamaschi” al Sacrario di Redipuglia

Fra teatro, letteratura e musica il recital prodotto in Val Gandino sulla Grande Guerra, viene proposto in Friuli. Suggestivo allestimento nell'area della "Dolina dei Bersaglieri" a pochi passi dal Sacrario che custodisce migliaia di soldati italiani.

“Qualche volta abbiamo anche cantato”, ricordi di guerra “bergamaschi” al Sacrario di Redipuglia
Val Seriana, 22 Luglio 2020 ore 18:36

di Giambattista Gherardi
I ricordi, purtroppo indelebili, degli anni di guerra e della vita di trincea, rivissuti nel contesto di quello che fu un vero campo di battaglia. Nuova importante replica per il concerto teatrale “Qualche volta abbiamo anche cantato”, ideato dal bergamasco Fabio Bertasa in collaborazione con Matè Teatro, il gruppo di canti popolari Aghi di Pino e la Piccola Orchestra Karasciò. Giovedì 23 Luglio alle 21.30 la rappresentazione, nata nel 2015 in Val Gandino, verrà infatti proposta a Redipuglia (Gorizia) nell’ambito della rassegna “Luci & Ombre sul Carso della Grande Guerra”, che da anni racconta le vicissitudini tremende del primo conflitto mondiale nei luoghi in cui esse ebbero luogo.

La Dolina dei Bersaglieri in un’immagine d’epoca

Lo spettacolo si terrà nell’area della Dolina dei Bersaglieri o “dei Cinquecento”, inserita all’interno dell’omonimo comprensorio difensivo e parte del Monte Sei Busi, alle spalle del Sacrario di Redipuglia. Ai tempi del conflitto era un posto di primo soccorso, oggi è un museo all’aperto, ideale palcoscenico naturale per conferire spessore e sacralità al teatro e ai canti portati in scena.
“Tra le numerose proposte di commemorazione per il centenario della Grande Guerra – spiega Bertasa – questa cerca di distinguersi per il tono spontaneo e istintivo con cui si ripercorrono i principali avvenimenti del primo conflitto bellico, riportando alla memoria quanto appreso sui banchi di scuola. “…Tu lo sai, in guerra qualche volta abbiamo anche cantato…” sono le parole che nel 1970 Emilio Lussu confida a Mario Rigoni Stern dopo la visione di “Uomini Contro” tratto dal suo romanzo “Un anno sull’altipiano”. Questa frase vuole sottolineare con forza la discordanza tra la sceneggiatura del film e l’esperienza da lui vissuta in prima persona tra le fila della Brigata Sassari.
Proprio da questa riflessione nasce lo spettacolo “Qualche volta abbiamo anche cantato”, che utilizza i canti dell’epoca (Sentinella, Monte Canino, Tapum, ecc.) per ripercorrere i principali eventi del ‘15-’18 italiano e ispirandosi al testo di Lussu porta in scena la vita dei soldati al fronte, caratterizzata oltre che per freddo, fame e morte, anche per i canti, il vino e la nostalgia di casa. Lo spettacolo, grazie alla musica e ad uno stile tragicomico, risulta adatto a qualsiasi tipo di pubblico”. Quello ideato in Val Gandino è un contrasto a prima vista “leggero”, che trae dalla sua apparente inopportunità un senso profondo di riflessione, una sorta di denuncia contro “l’abitudine” alla guerra che mai come in questi anni è di stretta attualità. A supportare la sceneggiatura c’è una ricca bibliografia, con brani che traggono spunto oltre che dai testi di Lussu, anche da opere di Monelli, Gatti, Lucchini, Remarque, Hemingway, Kubrick, Monicelli e Rosi. Info utili al numero 349.2902374

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