Cronaca
Uno studio interessante

La pennichella migliora la memoria Parola di scienziati tedeschi

La pennichella migliora la memoria Parola di scienziati tedeschi
Cronaca 27 Marzo 2015 ore 12:46

Uno dei tanti svantaggi del diventate adulti consiste nel dover dire addio a quel rigenerante riposino post pranzo che, invece, è ancor oggi molto di moda tra le generazioni che non hanno raggiunto la maggiore età. E così, obbligati dei frenetici ritmi lavorativi, non appena si conclude il pranzo ci si ritrova in men che non si dica davanti al computer del nostro ufficio, nuovamente intenti a sbrigare tutte le faccende in agenda. Se non fosse che, ogni tanto, la palpebra è più pesante del solito e allora bisogna fare sforzi titanici per evitare di cadere addormentati sulla scrivania sotto gli occhi allibiti di qualche collega.

E dire che un tempo il sonnellino pomeridiano coinvolgeva praticamente tutti, grandi e piccini, uomini e donne. Era una sorta di prassi quotidiana, un rituale che nessuno voleva evitare. Bisogna anche ricordare che erano anni in cui tutto scorreva molto più lentamente. Ma attenzione, c’è una notizia sul web che potrebbe interessare a tutti i nostalgici della siesta. Una ricerca tedesca ha svelato che con solo 45 minuti di pisolino, la capacità d’apprendimento migliorerebbe notevolmente. Articolo alla mano, potrete andare dal vostro capo e metterlo di fronte all’evidenza che un piccolo risposino prima di rimettersi al pc non potrà che giovare al vostro lavoro. Buona fortuna.

 

 

La ricerca. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Neurobiology of Learning and Memory, e nel testo dell’articolo gli scienziati spiegano come siano giunti a questa conclusione. Il loro esperimento è andato così. A 41 studenti è stato chiesto di imparare 90 parole e 120 coppie di vocaboli non correlati fra loro. Al termine dell’esercizio, i ragazzi sono stati divisi in due gruppi: al primo è stato consentito di schiacciare un pisolino, agli altri, invece, è stato fatto vedere un film. Gli scienziati hanno poi verificato i livelli di apprendimento e il gruppo che aveva riposato ha dimostrato maggiori capacità mnemoniche.

«Dovremmo seriamente pensare agli effetti positivi del sonno quando le persone si trovano in contesti di apprendimento», ha spiegato Axel Mecklinger, il responsabile di questo esperimento. «Anche un riposo di breve durata, da 45 a 60 minuti, migliora di 5 volte il recupero di informazioni dalla memoria. Abbiamo esaminato la fase dei cosiddetti fusi del sonno, brevi raffiche di rapide oscillazioni nell'elettroencefalogramma, e sospettiamo che alcuni precisi contenuti, in particolare le informazioni precedentemente contrassegnate, vengano consolidati in particolare durante questo tipo di attività cerebrale».

 

 

Fa bene anche al cuore. Non solo il sonno aiuterebbe a potenziare le nostre capacità cerebrali ma sarebbe anche un toccasana per il cuore. Secondo alcune ricerche le persone che dormono sei ore per notte rischiano di andare incontro a malattie cardiache molto più di coloro che invece si assicurano un riposo di sette ore ogni notte. Come spiega Sarah Conklin, professoressa di psicologia e neuroscienze all’Allegheny College (Pennsylvania), «il sonnellino pomeridiano ha un effetto ristoratore che annulla le conseguenze dannose di un riposo notturno breve. Se si ha la possibilità di dormire da 45 minuti ad un’ora durante il pomeriggio si ottengono considerevoli benefici nel ridurre i rischi cardiaci derivanti da uno scarso riposo notturno».

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