Cronaca
Famiglie arcobaleno e dintorni

Quattro genitori gay per un bimbo Il caso che fa discutere gli Usa

Quattro genitori gay per un bimbo Il caso che fa discutere gli Usa
Cronaca 04 Settembre 2015 ore 12:00

A New York si sta dibattendo in questi giorni un caso di diritto della famiglia che potrebbe portare, sul lungo corso, a cambiamenti legislativi di grande rilievo. Qualche tempo fa una coppia di donne omosessuali aveva stretto un accordo molto particolare con un'altra coppia di uomini gay. Uno dei due uomini avrebbe dato il suo sperma e una delle due donne avrebbe portato in grembo la creatura. Il nascituro sarebbe stato cresciuto dai suoi quattro genitori in due appartamenti identici, arredati in modo tale da non creare nessuna confusione nel bambino, o nella bambina. L’accordo tra i quattro prevedeva che il figlio/a avrebbe trascorso un quarto d’anno ora nella casa dei papà, ora nella casa delle mamme, alternativamente. Le due coppie assicura al New York Post Susan Bender, l’avvocato che sta seguendo il caso, sono formate da persone rispettabili e che amano veramente il loro bambino. Tuttavia, nove mesi dopo il concepimento, i patti sono saltati e ora i doppi genitori si sono rivolti a un tribunale per dirimere il contenzioso.

 

 

Una causa difficile. La causa è tutt’altro che semplice e il giudice è rimasto esterrefatto dalla peculiarità della situazione, racconta sempre Bender. Di solito, infatti, i tribunali tendono ad assegnare la custodia dei figli alle madri, specialmente se si tratta di figli in giovanissima età. Ora, tuttavia, il genere biologico non è più un fattore discriminante, così come non lo è il legame biologico tradizionalmente stretto tra il neonato e la madre. Attualmente i giudici che si trovano tra le mani questi casi cercano di stabilire chi potrebbe essere il tutore più adeguato, e nel farlo prendono in considerazione diversi fattori, economici, sociali, psicologici. Sta di fatto che manca una base legislativa a cui fare riferimento, cosicché si tende ad agire più in base al buon senso – con tutti i rischi che questo comporta, soprattutto nell’ambito di una contesa legale.

Il genere non è più un fattore dirimente. Con l’affermarsi di una società sempre più “arcobaleno” si presentano episodi inusitati, a cui tuttavia occorre una regolamentazione – soprattutto nei Paesi in cui il matrimonio e l’adozione per coppie gay è entrata nel diritto. Se nel passato i giudici hanno favorito le madri nelle coppie eterosessuali, oggi la tendenza a considerare di più anche la parte paterna è incoraggiata non poco dalla presenza di casi di affidamento per coppie omosessuali. In tribunale, in sostanza, si tende ad essere sempre più imparziali, di fronte all’appartenenza sessuale. «Ho sempre avuto la sensazione che i matrimoni tra individui dello stesso sesso rivoluzioneranno il sistema giudiziario», ha affermato l’avvocato Sari Friedman.

 

 

Altri casi spinosi. La vicenda dei quattro genitori con un solo figlio non è la prima vicenda di questo genere. Due uomini, compagni da lungo tempo, erano d’accordo ad avere dei figli usando lo sperma di uno di loro e gli ovuli della sorella dell’altro, che aveva già alcuni bambini. I due papà, i figli e la madre hanno formato per un po’ di tempo un nucleo familiare sui generis ma felice, finché qualcosa è cambiato e i due uomini hanno deciso di separarsi. La maternità surrogata non è riconosciuta legalmente nello stato di New York, quindi in questo caso il terzetto ha siglato un accordo che garantiva alla madre biologica di avere sempre una parte attiva nella vita dei figli della coppia omosessuale. Tuttavia, i due uomini non si sono mai sposati e nel corso degli anni l’uomo la cui sorella ha portato avanti la gravidanza non ha mai presentato istanza di adozione. Così, quando il padre biologico ha deciso di portare il figlio, oggi cinquenne, fuori dallo Stato, il suo ex compagno, nonché fratello della madre surrogata, non ha potuto fare niente per impedirglielo. Il suo legale sta cercando di ottenere per lui il riconoscimento di “genitore psicologico” e ora le tre parti stanno combattendo in tribunale. Ma anche quando non ci sono conflitti tra le parti, le complicazioni potrebbero sorgere ugualmente. C’è stata, ad esempio, una coppia di lesbiche che ha portato avanti una gravidanza tramite l’inseminazione in vitro e che ha donato degli embrioni a un’altra coppia. Chiaramente i bambini delle due coppie hanno legami genetici tra di loro (sono tutti fratelli), ma la seconda coppia non ha alcuna connessione biologica con i loro figli. Non ci sono stati dissidi tra i genitori, ma se ci fossero stati problemi nulla assicura che il giudice avrebbe riconosciuto lo status di genitori legali alla seconda coppia.

 

 

È necessario aggiornarsi. «La vita delle persone sta evolvendo e la domanda diventa: come può intervenire la legge e proteggere tutti?», si chiede Susan Bender. È evidente che i cambiamenti avvenuti in campo genetico e sociale non sono stati ancora registrati appieno in ambito legale. Come ha affermato l’avvocato matrimonialista Eric Wrubel: «La legge non si è aggiornata, mentre le coppie gay hanno bambini in modi differenti». Al momento, fino a quando non ci sarà una legislazione apposita, i genitori gay possono perdere i loro diritti se non adottano i loro figli e se si accontentano di accordi tra privati. Rischiano di non avere il diritto di custodia, di visita e il dovere di sostenere economicamente i bisogni del figlio. Problemi analoghi sorgono anche in coppie che donano il seme e che dunque sono legate geneticamente a bambini che vengono cresciuti da altri.

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