Cronaca
C'entra il Jobs Act

Che sta succedendo in Telecom A dirla tutta, proprio nulla di buono

Che sta succedendo in Telecom A dirla tutta, proprio nulla di buono
Cronaca 25 Luglio 2015 ore 11:40

Durante un incontro tenutosi il 23 luglio presso il Ministero dello Sviluppo Economico, Telecom ha fornito importanti novità circa il futuro di tanti dei suoi lavoratori, effettivi e potenziali; e non si tratta notizie positive. Il colosso delle telecomunicazioni ritiene infatti vi sia un esubero di 1.700 dipendenti e intende bloccare il piano di assunzioni messo a punto negli scorsi mesi, che avrebbe dovuto portare all’assunzione di 4mila nuovi lavoratori nell’arco di quattro anni. Una decisione dovuta all’approvazione - per il momento mancata - della cosiddetta “solidarietà espansiva” all’interno del Jobs Act, e che costringe dunque l’azienda a rivedere le proprie strategie in termini di occupazione interna.

Infine, Telecom ha anche dichiarato di aver costituito una newco esterna in cui spostare tutta l’attività dei call center, in modo da separarla anche per quanto riguarda conti e bilanci. I sindacati sono già in trincea, e il Governo si è ripromesso di seguire in prima linea l’evolversi della vicenda, per giungere in tempi rapidi ad un accordo.

 

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I tagli prospettati da Telecom e lo stop alle assunzioni. Come accennato, 1.700 dipendenti di Telecom sono stati dichiarati in esubero: cosa che, in parole povere, significa che o si trova una ricollocazione all’interno della stessa azienda, oppure si va di benservito. I lavoratori provengono da vari rami dell’azienda: 1.200 dall’area delle risorse umane, del marketing e della direzione generale, 150 dal directory assistance (quello che una volta era il servizio 1254), 150 dall’unità open access e 200 dall’area informatica.

Contestualmente, Telecom ha fatto sapere, come accennato, che le 4mila posizioni che aveva promesso di aprire nei prossimi quattro anni sono state bloccate. Questo perché - ha spiegato l’azienda in una nota ufficiale - il Governo sta tardando nell’approvazione delle norme sulla solidarietà espansiva, cardine fondamentale per porre in essere queste assunzioni. Finché non ci sarà chiarezza su questo punto, non sarà possibile pianificare un incremento occupazionale.

Cos’è la solidarietà espansiva. Si tratta di una possibilità molto interessante che avrebbe dovuto far parte del Jobs Act, ma che non è ancora divenuta operativa. In sostanza, vengono diminuite le ore di lavoro dei dipendenti già sottocontratto, al fine di creare nuovi spazi per ulteriori assunzioni a tempo indeterminato. Quanto perso dai primi in termini retributivi e contributivi verrebbe in parte compensato dalle Agenzie del Lavoro provinciali.

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È una previsione volta soprattutto ad aumentare l’occupazione e a favorire le assunzioni, considerando anche che l’azienda si troverebbe sgravata di parecchi oneri fiscali durante il periodo di solidarietà espansiva (che non può durare per più di 36 mesi), i quali andrebbero a carico delle Agenzie del Lavoro. Telecom contava di poter operare queste 4mila nuove assunzioni proprio sulla base di questa nuova norma, ma lo slittamento della sua approvazione ha portato i vertici a bloccare tutto, in attesa di novità da parte del Governo.

La reazione dei sindacati. Da par loro, i sindacati denunciano il mancato rispetto da parte di Telecom degli accordi presi nel marzo 2013, che prevedevano, a fronte di un aumento della produttività e di una riduzione del costo del lavoro, l’internalizzazione di varie attività, al fine di azzerare gli esuberi. Ma Telecom, invece, ha creato la newco di cui si è parlato (e ha dunque, al contrario, esternalizzato il lavoro), mancando ai patti convenuti e causando dunque i 1.700 esuberi. Rispetto al mancato piano di assunzioni, di mira è stato preso il Governo, che non si sta occupando dello stato confusionale di alcune realtà dovuto all’incertezza su alcune regole del Jobs Act. Proprio l’esecutivo ha fatto sapere che intende scendere in campo in prima linea per favorire un accordo fra Telecom e sindacati, nella speranza che, anche rispetto alla solidarietà espansiva, si giunga presto ad una conclusione della vicenda legislativa.

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