Un tour a tema cibo

Quella buona forchetta di Obama alla sua prima visita milanese

Quella buona forchetta di Obama alla sua prima visita milanese
10 Maggio 2017 ore 03:00

Una cosa è certa, a Obama, a dispetto del fisico atletico, piace molto mangiare. Per convincerlo a venire a Milano, città che non aveva mai visitato negli otto anni di presidenza (in occasione di Expo 2015 aveva mandato Michelle e le figlie) c’è voluto un invito culinario definito nei minimi dettagli. Poco mancava che gli arrivasse direttamente da un cuoco: comunque a portare Barack a Milano è stato Marco Gualtieri, fondatore di «Seeds and Chips», summit globale sull’innovazione nel campo dell’alimentazione arrivato alla sua terza edizione (anche se Gualtieri è soprattutto il titolare di TicketOne).

 

 

Il tramite per arrivare ad Obama è stato Sam Kass, chef e consigliere per le politiche alimentari negli anni della Casa Bianca, nonché direttore esecutivo della First Lady Michelle Obama per la campagna Let’s Move!. Insieme hanno costruito alla Casa Bianca il più grande orto dai tempi del Victory Garden di Eleanor Roosevelt. Obiettivo: crescere una generazione di bambini americani più sani e in forma. Per questo Samuel Kass oggi è al fianco di Obama in occasione dello speech milionario alla Fiera di Rho, dove non a caso si sta tenendo TuttoFood2017 («Milano credo che si sta muovendo in una filosofia “obamiana” che è fatta di sviluppo dell’economia e del lavoro ma anche di tanta solidarietà», ha spiegato orgoglioso il sindaco Sala).

 

I fratelli Bobo e Francesco Cerea del tristellato Da Vittorio con Obama.

 

La cena Da Vittorio. Intanto ieri, appena arrivato, Obama ha avuto modo di sedersi subito a una tavola di assoluta eccellenza: a Palazzo Clerici, nel cuore della città, sotto lo straordinario soffitto affrescato da Tiepolo, la cena con orari anglosassoni (ore 18.15) è stata servita dalla famiglia Cerea, lo chef del ristorante Da Vittorio, con le mitiche tre stelle della guida Michelin a Brusaporto. Un menu a tempi serrati e quindi snello: finger food, due portate, dolce e la nostra rinomata pasticceria. Ecco cosa Cerea ha portato ad Obama e commensali: «Lecca lecca al Grana Padano, mare e terra nelle acciughe delle Cinque Terre e crudo di Carpegna, gnocchi di ricotta con cuore di formaggio Branzi su letto di barba del frate con tartufo nero di Bracca, che si raccoglie ora dalle mie parti, nella bergamasca. Poi gran branzino del Mediterraneo e la spalla di vitella con patate di Martinengo, specialità della provincia di Bergamo, e piselli freschi, a evocare la passione per l’orto di Michelle. Immancabile il tiramisù, ma in chiave moderna. Stesso sapore della ricetta classica ma una veste di design, una versione esteticamente nuova, insieme alla nostra pasticceria e lievitati».

Leonardo e i semi di Lampedusa. Naturalmente nel suo itinerario milanese non poteva mancare una sosta davanti all’Ultima Cena di Leonardo, dove Obama si è recato prima di arrivare alla Fiera di Rho. Con lui oltre a Sala anche il ministro Franceschini. «È rimasto molto affascinato dallo splendore dell’opera», ha commentato il ministro. Arrivato a Rho ha trovato un altro ministro ad attenderlo, Maurizio Martina, che gli ha fatto un altro regalo alimentare, questa volta dal valore soprattutto simbolico: i semi provenienti dall’isola di Lampedusa. Obama ha molto apprezzato. Fosse stato ancora alla Casa Bianca sarebbero stati semi per l’orto di Michelle…

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