Si tratta di centinaia di persone

Quelli che la notte lavorano a Orio

Quelli che la notte lavorano a Orio
26 Novembre 2015 ore 08:15

Bergamo va notoriamente a letto presto, perché “ol dé dòpo gh’è de laurà”. Ma la realtà ha tante diverse sfumature. Quando Bergamo dorme, infatti, il terzo aeroporto d’Italia per traffico merci, ovvero Orio al Serio, continua a lavorare.

Se la globalizzazione ha influito pesantemente, in tutta la provincia, sull’attività delle aziende manifatturiere che hanno invece rappresentato la base industriale del territorio bergamasco sin dalla seconda metà del XX secolo, parallelamente ha anche permesso la crescita esponenziale dello scalo cittadino, che fino a pochi decenni fa languiva con pochissimi voli al giorno, pochi passeggeri e poche merci di passaggio (ne abbiamo scritto qui).

 

tabella cargo italia

 

Il giorno e la notte. Fin dalle prime ore della mattina, l’attività di Ryanair e delle altre compagnie attive allo scalo orobico ferve in un susseguirsi di partenze e atterraggi. Alle 6.15 il primo aereo decolla dalla pista dando le spalle alla città (in rispetto degli accordi dell’aeroporto con il tavolo dei sindaci), mentre l’ultimo atterra attorno alle 22.10. Questi orari ricalcano quelli indicati dalle Noise Abatement Procedures, norme che regolano le procedure di atterraggio e partenza con il fine di contenere il più possibile l’impatto acustico sugli abitanti delle zone circostanti. Dalle 23 alle 6, invece, tutti gli aerei sono “dirottati” alla pista 10, ovvero quella che segue la direzione di Brescia e che sorvola aree decisamente meno abitate rispetto a Bergamo, Colognola e Azzano. Ma ciò non significa che tutto si fermi, anzi.

Se di giorno Orio pullula di vita e attività (passeggeri, funzionari Sacbo, personale di terra delle compagnie aeree, responsabili dei punti vendita, forze dell’ordine), la notte tutto cambia: buona parte di queste attività si interrompe e inizia invece a lavorare il mondo dei corrieri espressi.

 

Orio di notte 1

 

Quelli che lavorano di notte. DHL e Ups entrano in azione al calar della notte, seguendo il flusso del commercio internazionale. Nei loro magazzini si trovano buona parte delle merci in partenza dal Nord Ovest del nostro Paese. Piccole e medie imprese della provincia e multinazionali, artigiani e colossi dell’e-commerce: per tutti la procedura è uguale e, alla fine, si va a finire sempre lì, ovvero nei magazzini dell’hub aeroportuale per il decollo verso il successivo punto di transito o la destinazione finale. E lo stesso funziona al contrario, perché dalle 3 di notte gli stessi corrieri ricevono ogni singolo pacco che raggiunge Bergamo sulla strada che lo porta verso il cliente.

Tutto questo lavoro è possibile anche grazie alla forza lavoro di Sacbo, che supporta le attività notturne di Orio fornendo il personale necessario: un capo scalo, responsabile diretto dell’intero aeroporto; due impiegati al coordinamento dei piazzali; tre agenti di rampa che si occupano della supervisione dei voli; quindici operai addetti alla movimentazione dei mezzi, al marshalling (operazione che consente agli equipaggi l’instradamento verso il piazzale di destinazione) e al carico e scarico; infine altre quattro persone che si occupano del transito dei container cargo.

 

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Quelli di Ups. Ups opera con due Boeing 767 della compagnia Star Air, aerei in grado di trasportare più di 10mila pacchi. Per questo corriere, a Orio, lavorano più di 70 persone. Nei suoi magazzini migliaia di pacchi ogni ora corrono sui nastri e vengono maneggiati, intercettati e instradati a destinazione. Alla fine del 2014 si sono calcolati più di 1.600 movimenti targati Ups. Calcolando che ogni movimento (in arrivo o in partenza) “vale” una media di 10mila pacchi, significa qualcosa come 16 milioni di pacchi maneggiati all’anno.

Quelli di DHL. Il secondo vettore logistico che opera a Orio, invece, è DHL, che a differenza di Ups usa diverse tipologie di aerei: un Boeing 767, un 757 e un 737, ma anche un Airbus 300 e alcuni piccoli Fokker e ATR, molti appartenenti direttamente alla compagnia mentre altri affittati da compagnie esterne. Il flusso è simile a quello già raccontato per Ups, ma le dimensioni sono ben più grandi: Bergamo è infatti uno dei principali centri di smistamento europei (ve l’avevamo raccontato qui). I collegamenti sono da e per l’Europa intera: l’Italia con Ancona, Bologna, Pisa e Treviso, ma anche Atene, Belgrado, Bruxelles, Bucarest, Budapest, Colonia, East Midlands, Ginevra, Lipsia, Lubiana, Parigi, Sofia, Tel Aviv e Zagabria. Tutto questo si traduce in più di 5mila voli l’anno.

Nella notte, dunque, mentre Bergamo dorme e riposa in attesa di una nuova dura giornata di lavoro, a Orio le ore passano frenetiche. Allo spuntare del sole, con le prime luci dell’alba, i voli dei corrieri cedono il passo a quelli dei passeggeri, in attesa che tutto ricominci a girare vorticosamente con la prossima luna.

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