Va bene così

Questa Atalanta merita la A

Questa Atalanta merita la A
04 Maggio 2015 ore 08:30

Atalanta, che peccato! Nel giorno in cui tutti si aspettavano una partita difficile, la Dea risponde in modo magistrale e il pareggio finale è perfino stretto per quanto si è visto sul terreno di gioco. Con la Lazio al Comunale finisce 1-1, dopo il vantaggio di Biava gli ospiti trovano il pareggio nel finale con Parolo, ma il livello della prestazione dei nerazzurri è pazzesco.

Classifica alla mano il punto è prezioso, quello che però stupisce veramente degli orobici è la prestazione dal punto di vista tattico. In difesa la prestazione generale è quasi perfetta, in avanti Gomez per tutta la gara cerca di vincere il duello personale con Basta e nel complesso è difficile trovare un atalantino sotto il 7 in pagella.

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Sembrava solo un’idea e invece Reja parte davvero con il 4-3-3. Baselli non è disponibile (problemi a una caviglia) e dal primo minuto trova spazio Migliaccio vicino a Carmona e al recuperato Cigarini. Dietro Biava è preferito a Stendardo, Bellini e Masiello sono confermati dopo la prova di Cesena mentre a sinistra c’è l’esordio di del Grosso dal primo minuto con Reja allenatore.

Maxi Moralez è affaticato e siede in panchina, il tridente è formato da D’Alessandro e Gomez ai lati di bomber Pinilla per una squadra pensata per contenere la veemenza offensiva di Felipe Anderson e compagni. Tra i biancocelesti non c’è Klose, il centravanti è Keita, ma Pioli decide di schierare tutti gli uomini offensivi a disposizione: Candreva, Mauri e Felipe Anderson sono in campo a supporto del giovane talento.

La Lazio parte molto forte, nei primi 5’ minuti di partita Keita si vede per ben tre volte dalle parti di Sportiello. Al 2’ il suo sinistro è bloccato facilmente a terra, al 3’ il numero 14 rischia il giallo per simulazione (contatto inesistente con Masiello) e al 5’ arriva il pericolo più grande di tutto il primo tempo per la Dea: la giocata è sopraffina, il sinistro da fuori area è un tracciante e Sportiello deve ringraziare San Montante che ribatte un gol sicuro.

L’Atalanta si organizza presto e bene, Pinilla gioca spalle alla porta e si trova sempre ad appoggiare per i compagni come al 10’ quando Gomez scarica un destro debole verso Marchetti. Il portiere della Lazio è protagonista per ben 2 volte a cavallo del quarto d’ora, al 14’ la zuccata di Migliaccio è perentoria e il portiere biancoceleste vola a respingere mentre al 17’ la deviazione in angolo è complicatissima dopo il tocco di esterno di Biava (cross di Del Grosso).

I nerazzurri giocano benissimo, il 4-3-3 diventa sempre un 4-1-4-1 con Migliaccio a uomo su Mauri e quando la Lazio non riesce a sfondare con la manovra si affida a Keita. La giocata del giovane attaccante al è 33’ è perfetta, il destro ravvicinato trova Sportiello sul primo palo e la respinta in angolo è vincente. Nel finale di primo tempo è la Dea a farsi preferire, al 35’ grande azione palla a terra D’Alessandro–Cigarini–D’Alessandro-Pinilla–D’Alessandro, ma è al 43’ che i bergamaschi vanno vicinissimi al vantaggio.

Bellini arriva sul fondo con grande facilità, il suo cross basso è millimetrico e trova Gomez che in corsa da pochi metri scarica un destro a colpo sicuro: Marchetti è coperto, ma con un guizzo vola a respingere a mano aperta, la parata vale un gol perché in quelle condizioni era davvero molto complicato salvare lo 0-0.

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Nella ripresa tutti si aspettano la Lazio alla ricerca del successo ed invece è ancora l’Atalanta ha farsi vedere in modo molto pericoloso. Al 48’ Gomez parte in quinta ai 25 metri e dopo un paio di dribbling lascia partire un destro violentissimo che si infrange sull’incrocio dei pali e poi su Marchetti: la ribattuta di D’Alessandro finisce in angolo, sugli sviluppi del tiro dalla bandierina è Biava a trovare la deviazione vincente (49’) per lo strameritato 1-0.

Il difensore di Cenate non esulta per rispetto del suo passato con la maglia biancoceleste, lo stadio invece diventa una bolgia perché forse nessuno si aspettava una Dea così bella dopo le fatiche di mercoledì. Dal vantaggio in poi, infatti, gli orobici giocano sul velluto organizzando spesso contropiedi che non diventano letali perché le gambe sono troppo pesanti. Emblematico, da questo punto di vista, il gol fallito da Cigarini al 59’ dopo una grande apertura di Pinilla.

La Lazio al 60’ sfiora il pari con Keita, ma è una fiammata (Sportiello bravo in angolo). Al 63’ ancora l’attaccante laziale ci prova di testa senza trovare la porta e quando la vittoria sembrava davvero alla portata ecco la giocata di Parolo che sugli sviluppi di un angolo mette in rete regalando l’1-1. Con almeno 2-3 giocatori sulle gambe, i nerazzurri mettono in campo tutto quello che hanno e sfiorano addirittura il vantaggio con Zappacosta (79’) che di testa mette sul fondo un cross dalle retrovie.

Dopo cinque minuti di recupero Orsato manda tutti sotto la doccia, per la Dea il punto è d’oro e per Reja continua la striscia positiva con le squadre d’altissima classifica: l’1-1 di Napoli e quello di Roma vengono completati dal pareggio casalingo contro la Lazio, la classifica si muove ancora e con la sconfitta del Cesena a Firenze il gap sui romagnoli sale da 8 a 9 punti (10 reali). Aspettiamo il Cagliari, ma ormai è davvero solo questione di matematica. Con questo cuore, l’Atalanta merita di stare in serie A.

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Atalanta – Lazio 1-1

Reti: 49’ Biava(A), 78’ Parolo (L)

Atalanta (4-3-3): Sportiello; Bellini, Biava, Masiello, Del Grosso; Carmona, Cigarini, Migliaccio; D’Alessandro (70’ Zappacosta), Pinilla (70’ Bianchi), Gomez. All. Reja

Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, Mauricio, Ciani, Radu (69’ Braafheid); Cataldi, Parolo, Candreva; Mauri (64’ Djordjevic), Keita (76’ Perea), Felipe Anderson. All. Pioli.

Arbitro: Orsato di Schio (Crispo e Tonolini); IV Uomo: Padovan; Addizionali: Rocchi e Ghersini

Ammoniti: Masiello (A), Felipe Anderson (L), Cataldi (L), D’Alessandro (A), Basta (L), Perea(L), Sportiello (A)

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