Ragazzini con coltelli fuori dalla media Camozzi, la causa non sarebbe lo spaccio
Degli studenti avevano riferito a un docente di un compagno che fumava sigarette e i due fermati volevano punirli per averlo raccontato

Ci sarebbero stati intenti di "vendetta" dietro a quanto avvenuto ieri pomeriggio (lunedì 31 marzo), intorno alle 13.30, davanti alla scuola media Camozzi di Bergamo.
La scorsa giornata si era diffusa la notizia di due adolescenti, uno di 14 e un altro di 15 anni, arrestati dalla polizia dopo essere stati trovati con dei coltelli e mentre, pare, stessero aspettando un alunno dell'istituto per "punirlo" dopo che aveva rivelato delle questioni riguardanti un suo compagno.
Minacce dopo segnalazioni su un compagno
La vicenda, per come è stata raccontata dalla dirigente scolastica Barbara Mazzoleni alle famiglie, all'Assessorato ai Servizi scolastici e al Corriere Bergamo, non sarebbe legata a un fenomeno di spaccio, voce circolata soprattutto tra i genitori. Degli studenti di terza media avrebbero infatti detto a un insegnante che un membro della classe, che frequentava un gruppo di ragazzi al di fuori della scuola, aveva iniziato a fumare sigarette e, forse, qualcosa d'altro.
A quanto pare, i compagni ne hanno anche parlato con dei genitori, preoccupati che l'amico cadesse in un brutto giro. Il venerdì, però, uno dei ragazzi della classe ha ricevuto un messaggio in cui, in sostanza, veniva minacciato per aver parlato e gli si preannunciava che il lunedì successivo sarebbe accaduto qualcosa di brutto. Anche in questo caso, genitori, insegnante e dirigente scolastico sono stati subito informati.
Fuori da scuola coi coltelli
Il pomeriggio del "giorno fatidico" (ieri, 31 marzo, per l'appunto), la comunità delle mamme e dei papà era già in allerta dunque, per cui quando una signora ha notato due ragazzi con felpe colorate e fare sospetto che armeggiavano con delle lame nei pressi della scuola è subito scattato l'allarme. I due minorenni si sono poi spostati in una via limitrofa, ma gli agenti li hanno individuati e, una volta perquisiti, hanno anche scoperto i coltelli. Sono finiti in Questura con le rispettive famiglie e, inevitabili, sono arrivate le denunce.
La preside, al Corriere, non ha sminuito il timore destato dalla presenza di ragazzini armati di lame fuori dalla scuola, negando però che si siano mai riscontrati episodi di spaccio. Semmai, uno studente sorpreso a fumare in bagno la sigaretta elettronica, ma niente di più. A definire preoccupante la situazione è stato anche l'assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni, in particolare per la giovane età dei soggetti, ribadendo l'importanza di un'alleanza educativa tra la scuola e le famiglie.
Cavoli....la comunità delle mamme e dei papà...un po come quelli che volevano creare un gruppo whatzapp per contrastare i vari gruppi maranza del centro