Un giovane di soli 17 anni, residente a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo), è stato sottoposto alla misura cautelare di collocamento in comunità dopo aver diffuso minacce di morte dirette verso una persona residente a Bergamo.
L’indagine, condotta dalla Digos di Teramo e L’Aquila e riportata dal Corriere Bergamo, ha svelato un inquietante scenario di radicalizzazione violenta e propaganda suprematista. Il ragazzo è ora accusato di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di addestramento con finalità di terrorismo.
Le minacce e l’ombra di un agguato
Al centro dell’inchiesta ci sono alcune chat su Telegram in cui il minore esternava gravi propositi omicidi: «Giuro che vado a Bergamo e lo accoltellerò a morte», scriveva ripetutamente.
Gli inquirenti ritengono che l’intervento delle forze dell’ordine abbia bloccato una pericolosa progressione criminosa, impedendo che le minacce virtuali si trasformassero in un’aggressione reale a centinaia di chilometri di distanza dalla sua abitazione, ai danni di un soggetto al momento non ancora identificato.
Arsenali digitali e armi in 3D
Le perquisizioni informatiche hanno portato alla luce un archivio digitale spaventoso. Sui dispositivi del giovane sono stati rinvenuti manuali per la fabbricazione di armi da fuoco tramite stampanti 3D (di cui il minore era in possesso), istruzioni per assemblare pistole semiautomatiche e tutorial per costruire canne per armi da sparo.
Tra i file più allarmanti, un video di 8 minuti che illustra passo dopo passo la creazione di una bomba molotov perfettamente funzionante e documenti che spiegano come colpire i punti vitali del corpo umano per rendere letale un attacco con arma bianca.
Un mix di ideologie estremiste e satanismo
Il materiale sequestrato delinea un profilo ideologico complesso e violento, che spazia dal neonazismo al suprematismo bianco, fino all’estremismo islamico e all’accelerazionismo. In alcune chat emergevano persino riferimenti a pratiche satanistiche, con discussioni su “sacrifici” di individui ritenuti deboli per favorire l’avvento di una civiltà superiore. Il giovane deteneva inoltre manuali per la “caccia all’uomo”, contenenti tecniche specifiche per eludere le indagini dopo aver compiuto aggressioni omicide.