Quella che all’inizio sembrava l’indagine su una sola rapina, consumata a inizio luglio ad Alzano Lombardo, si sta rivelando il tassello di un’inchiesta molto più ampia. Il lavoro del Nucleo investigativo dei carabinieri di Bergamo ha infatti portato a un nuovo provvedimento cautelare nei confronti di cinque uomini ritenuti parte della stessa banda, accusati questa volta della violenta rapina messa a segno nella notte tra il 14 e il 15 luglio a Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo, è stata notificata nella giornata di mercoledì 5 agosto all’interno della casa circondariale di Bergamo, dove quattro degli indagati si trovavano già detenuti in seguito al fermo eseguito il 15 luglio nell’ambito dell’inchiesta sulla rapina di Alzano.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la notte del colpo a Lignano la vittima, un imprenditore residente in un appartamento all’ultimo piano di un residence di sua proprietà, sarebbe stata sorpresa all’interno dell’abitazione, minacciata di morte, picchiata e costretta a consegnare denaro contante, orologi e gioielli. Prima della fuga, i rapinatori l’avrebbero chiusa in una stanza per impedirle di chiedere aiuto.
L’inchiesta, coordinata dalle Procure di Bergamo e Udine e sviluppata con la collaborazione della Squadra Mobile friulana, ha consentito di raccogliere, secondo gli inquirenti, gravi indizi di colpevolezza nei confronti del gruppo. Elementi che si sono sommati a quelli già acquisiti durante le indagini sulla rapina avvenuta ad Alzano Lombardo il 6 luglio, consentendo alla Procura bergamasca di chiedere e ottenere la nuova misura cautelare.
Un dettaglio emerso dall’inchiesta racconta anche come le due vicende si siano incrociate. I carabinieri stavano infatti preparando l’operazione che avrebbe portato all’individuazione e alla cattura del gruppo proprio nella notte tra il 14 e il 15 luglio, senza sapere che gli indagati stavano rientrando da un’altra rapina, quella appena commessa a Lignano Sabbiadoro. Il blitz è scattato poche ore dopo a Orzinuovi, nel Bresciano, dove gli investigatori avevano individuato la base logistica utilizzata dalla banda.
L’ordinanza riguarda quattro cittadini di origine albanese, ritenuti responsabili, a vario titolo, della rapina di Lignano. A loro si aggiunge un quinto uomo, anch’egli di nazionalità albanese, sfuggito alla cattura durante l’operazione del 15 luglio ma successivamente identificato. Già destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Perugia per una precedente rapina, è ora accusato di aver preso parte sia al colpo di Lignano sia a quello di Alzano Lombardo.
Le indagini del Nucleo investigativo non si fermano. L’obiettivo è ricostruire l’eventuale coinvolgimento del gruppo in altre rapine e in numerosi furti in abitazione commessi, prima del 15 luglio, nelle province di Bergamo, Brescia e Cremona, oltre a individuare i legittimi proprietari della refurtiva recuperata. Come previsto dalla legge, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e nei confronti degli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale condanna definitiva.