Choc a Urgnano dove, nella serata di ieri (venerdì 21 febbraio), è avvenuta una rapina in villa in via Provinciale, ai danni di una famiglia composta da madre, padre e figlio adolescente.
A compiere il raid sarebbe stata una banda dell’Est Europa, composta molto probabilmente da una mezza dozzina di uomini, che sono arrivati dal giardino dei vicini, si sono introdotti con la forza all’interno e hanno portato via soldi e oggetti di valore, minacciando i proprietari con coltelli e una pistola.
Colti di sorpresa dopo cena
A riportare la vicenda sono i colleghi di PrimaTreviglio, che sono riusciti anche a raccogliere la testimonianza di una delle persone rimaste coinvolte nell’accaduto. Secondo quanto si è riusciti a ricostruire, poco prima delle 21 i genitori e il figlio avevano terminato di cenare: la donna si trovava fuori dalla porta d’ingresso a fumare, mentre l’uomo e il ragazzo stavano sparecchiando la tavola.
A un certo punto, dal prato dell’abitazione accanto alla loro la signora ha visto sopraggiungere i criminali, che l’hanno presa in ostaggio e costretta a entrare con loro nella villetta.
Una volta all’interno i tre delinquenti, mentre altre due o tre persone (qui le vittime non sono sicure del numero) facevano da palo fuori, hanno preso di sorpresa il padre e l’adolescente. Hanno poi costretto la madre e il ragazzo a stendersi a terra e farsi legare con delle fascette.
La famiglia non è riuscita a vederli in viso, perché erano tutti incappucciati. L’accento, però, sarebbe stato appunto dell’Est.
Aperta la cassaforte col flessibile
Il padre è stato poi costretto a guidare uno dei rapinatori verso la cassaforte, ma al momento di aprirla ha detto che non si ricordava il codice. Allora, l’individuo col volto coperto avrebbe detto che non c’era problema, sarebbe uscito di casa e sarebbe poi tornato dentro con un flessibile da cantiere, che avrebbe poi utilizzato per aprire la cassaforte.
All’interno diversi preziosi, contanti e un orologio. Notati due fucili che il proprietario usava per andare a caccia, si sono presi anche quelli. Prima di andarsene, hanno cercato di calmare il giovane tenuto fermo a terra, hanno intimato a tutti di non chiamare le forze dell’ordine, poi se ne sono andati, riuscendo a dileguarsi.
La famiglia ha atteso per qualche attimo, poi assicuratisi che non fossero più lì vicino il padre ha chiamato il 112. Sul posto sono giunte diverse pattuglie dei carabinieri di Urgnano, oltre a un’ambulanza per prestare soccorso ai proprietari della villetta, tutti comprensibilmente molto scossi dall’accaduto.
Alla fine, nonostante il terrore provato durante l’incursione e il danno economico, non c’è stato bisogno per nessuno di loro del ricovero in ospedale.
Il racconto del figlio adolescente
Il figlio della coppia, chiaramente scosso, ha raccontato la tremenda rapina: «Avevamo appena finito di cenare, la mamma si trovava appena fuori dalla porta d’ingresso a fumare, mentre io e mio padre stavamo sparecchiando – ha spiegato -. Dal giardino vicino sono sbucati in tre e mia madre si è messa a urlare. Io, che avevo aperto il frigorifero, ho chiuso lo sportello e mi sono girato trovandomi davanti un uomo incappucciato, che mi ha puntato la pistola in fronte dicendomi di mettermi per terra. L’accento era dell’Europa dell’Est».
All’inizio, ha pensato allo scherzo di un’amico e si è messo a ridere, dicendo che non aveva fatto niente: «Mi sembrava un sogno ma poi mi sono voltato, ho visto mio padre e ho capito che era realtà. Qualcuno mi ha preso per il collo da dietro e mi ha sbattuto per terra, quindi mi ha chiesto di allungare le mani e me le ha legate con le fascette di plastica dietro la schiena, infine mi ha tolto il telefono dalla tasca».
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Il ragazzo ha cercato di alzarsi per vedere cosa stesse succedendo, ma ha sentito la pistola del rapinatore puntata addosso, con lui che ordinava di stare giù: «Hanno gettato mia madre sopra di me e le hanno detto: “Tranquilla, non siamo venuti qui per farle male, vogliamo solo i soldi”, infatti non hanno toccato scarpe, giubbini o televisioni. A me hanno chiesto: “Quanti anni hai? Chi è il capo?”. Ho risposto mio papà e lo hanno preso, anche a lui hanno legato le mani dietro la schiena e un rapinatore lo ha portato in giro per casa, chiedendogli dov’era la cassaforte».
Insieme al genitore, è salito in camera del giovane e gli ha intimato di aprirla: «Ma lui non ricordava il codice. “Non c’è problema”, ha risposto allora il malvivente e poi è uscito di casa per tornare con un flessibile: ha bucato il muro, l’ha fatta cadere per terra e l’ha svuotata. Quando sono scesi il rapinatore mi ha chiesto se rivolevo il telefono, ho detto di sì, e lui ha risposto che lo avrei ritrovato in giardino».
Siccome tremava, l’altro rapinatore gli tirava dei calci sulle mani, per farlo stare fermo. «Tutti e tre sono scesi al piano di sotto, hanno rubato i trapani, ci hanno liberato le mani e detto di non chiamare le forze dell’ordine perché non era successo niente, quindi sono fuggiti. Fuori c’erano altri complici, non saprei dire quanti». Davanti alla casa sono accorsi amici e parenti, sconvolti. Gli uomini dell’Arma hanno compiuto i rilievi del caso e dato avvio alle indagini.