Dove stavano i carrelli

Rifugio improvvisato nell’ex area commerciale a Romano: il volto nascosto della povertà

Una scena che colpisce e fa riflettere, dove un giaciglio di fortuna diventa simbolo di un disagio sociale in crescita

Rifugio improvvisato nell’ex area commerciale a Romano: il volto nascosto della povertà

Accampato sotto il tetto di un carrello: a Romano di Lombardia cresce l’emergenza dei senza dimora. Oggi un uomo vive all’interno di una struttura metallica che un tempo custodiva i carrelli di un supermercato, ormai chiuso e in disuso, trasformata in un rifugio di fortuna.

Rifugio improvvisato nell’ex area commerciale

Come riporta PrimaTreviglio la mattinata di ieri, domenica 29 marzo, ha offerto uno spaccato emblematico della situazione. Nell’area dell’ex supermercato Lidl, nei pressi dei binari ferroviari, un cittadino ha notato qualcosa di insolito: il vecchio gabbiotto dei carrelli è stato adattato a spazio abitativo.

All’interno, cartoni utilizzati come isolanti contro freddo e vento, coperte e cuscini sistemati con cura: un giaciglio essenziale ma organizzato, che racconta una quotidianità fatta di necessità e adattamento. Quel riparo, nato per tutt’altro scopo, rappresenta oggi un punto fermo per chi vive in condizioni di estrema precarietà.

Fenomeno sempre più frequente

Non si tratta di un caso isolato. Già nei mesi scorsi, in particolare a gennaio, un’altra persona senza dimora era stata notata nel quartiere dei Cappuccini, davanti alla chiesa, durante l’uscita dei fedeli.

Una presenza che non ha colpito tanto per la sua eccezionalità, quanto per la crescente frequenza. Anche una realtà come Romano, lontana dalle grandi metropoli, si trova sempre più spesso a confrontarsi con situazioni di marginalità estrema.

Piazzali, stazioni e aree commerciali dismesse diventano così rifugi improvvisati, luoghi di passaggio che si trasformano in spazi di sopravvivenza per chi non ha alternative.

La stazione ferroviaria e le criticità emerse

Negli ultimi anni, uno dei punti più sensibili è stato rappresentato dalla stazione ferroviaria. Prima della chiusura notturna della sala d’aspetto, diversi senza tetto vi trovavano riparo.

Con il tempo, però, la situazione aveva generato anche problemi di sicurezza: segnalazioni di molestie, spesso legate all’abuso di alcol, e alcuni episodi di tensione e aggressioni.

A seguito degli interventi delle forze dell’ordine, RFI ha introdotto misure restrittive, tra cui la chiusura degli spazi nelle ore notturne. Un provvedimento che ha ridotto alcune criticità, ma che ha anche spostato il problema altrove.

Un’emergenza silenziosa che chiede risposte

Il caso dell’ex area Lidl riporta l’attenzione su una questione più ampia: quella di un’emergenza sociale silenziosa ma sempre più concreta.

Un fenomeno che non può essere affrontato solo in termini di sicurezza, ma che richiede interventi strutturali e umani, capaci di incidere sulle cause profonde della marginalità e offrire reali alternative a chi vive ai margini.