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Case di riposo in crisi

Rsa di Bergamo: «Fondi dalla Regione o applicheremo tariffa Fontana-Moratti»

Le associazioni chiedono un incontro con l’assessore al Welfare Letizia Moratti: se non ci sarà l'accordo pagheranno di più le famiglie

Rsa di Bergamo: «Fondi dalla Regione o applicheremo tariffa Fontana-Moratti»
Cronaca Bergamo, 09 Marzo 2021 ore 12:34

Le Rsa di Bergamo insorgono contro la Regione Lombardia, chiedendo subito un extra-budget per le spese sostenute e le mancate entrate durante l’emergenza Covid. Infatti in questi mesi gli istituti hanno dovuto tenere liberi dei posti letto per l’isolamento degli ospiti contagiati e sostenere una serie di spese relative alle misure di sicurezza, igienizzazione e diversa gestione del personale. Spese che per i tamponi avevano visto recapitare a Febbraio ai ricoveri per anziani delle fatture dall’Asst PapaGiovanni XXIII che andavano dai tremila agli ottomila euro, costi che avrebbe dovuto coprire teoricamente la Regione.

Il tutto ha portato, secondo i calcoli delle associazioni di categoria, a un buco nei bilanci del 2020 pari a 18 milioni di euro, una cifra che spaventa e che, in assenza di fondi stanziati dalla Regione e erogati tempestivamente, porterebbero le Rsa ad aumentare il soggiorno giornaliero per i suoi ospiti di circa 10 euro. Sarebbe quella che è stata chiamata provocatoriamente dai rappresentanti la “tariffa Fontana-Moratti”, necessaria per evitare di chiudere, ma che andrebbe a pesare sulle famiglie che pagano le rette degli anziani.

Le tre associazioni che rappresentano a livello provinciale le case di riposo sono la San Giuseppe, con la presidente Barbara Manzoni, la Acrb (Associazione case di riposo bergamasche) con Cesare Maffeis e la Uneba (Unione nazionale istituzione e iniziative di assistenza sociale) con Fabrizio Ondei. Lamentano il mancato riconoscimento delle loro prestazioni extra nel corso della pandemia, oltre che le spese in più che hanno dovuto sostenere per le direttive del Pirellone. Chiedono allora una “quota extra-budget”, da calcolare nel periodo da marzo a giugno 2020 e pari a 8-10 euro al giorno per ogni paziente. Ciò secondo i rappresentanti permetterebbe di coprire parzialmente il buco nel bilancio dell’anno scorso, ma precisano che è in sofferenza anche quello del 2021.

Nel frattempo il Consiglio di rappresentanza dei sindaci, con una lettera della presidente Marcella Messina, assessore alle Politiche sociali del Comune di Bergamo, appoggia la richiesta delle Rsa e critica l’operato di Regione Lombardia, colpevole secondo loro di non aver investito abbastanza nelle strutture e nei servizi per gli anziani.

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