Ruba all'Ipercoop di Treviglio, gli servivano 27,50 euro per rifare la carta d'identità
L'uomo è stato bloccato dalla sicurezza. In aula ha spiegato di non poter riscuotere lo stipendio per mancanza dei documenti. Rilasciato senza misure cautelari

Ha nascosto nello zaino magliette, pantaloni e sei confezioni di parmigiano per un valore di 212 euro. Il suo obiettivo non era il guadagno facile, ma riuscire a mettere insieme i 27,50 euro necessari per rifare la carta d’identità. Senza documento, M.C., magazziniere 34enne con contratto a tempo determinato, non riusciva a ritirare gli stipendi di giugno e agosto dalla banca.
In manette
L’arresto è scattato mercoledì 27 agosto all’Ipercoop di Treviglio. Gli addetti alla videosorveglianza lo tenevano d’occhio mentre sistemava la merce nel cestino, staccava i dispositivi antitaccheggio dai formaggi e nascondeva tutto nello zaino. Alla cassa ha pagato solo una birra, ma i sorveglianti lo stavano aspettando all’uscita.
Fermato dal personale del supermercato, l’uomo ha consegnato immediatamente la refurtiva e ha atteso l’arrivo dei carabinieri di Curno. M.C. è stato arrestato per tentato furto aggravato e ha poi spiegato la sua situazione: voleva rivendere i prodotti per raccogliere i soldi necessari a rifare la carta d’identità. Senza documento, infatti, la banca non gli permetteva di ritirare lo stipendio.
Una storia complicata
Durante l’udienza di convalida al Tribunale di Bergamo, l’uomo ha raccontato la sua storia al giudice: un passato di tossicodipendenza e una condanna per rapina nel 2014, già scontata. La vita di M.C. è segnata da difficoltà familiari ed economiche: la madre è ricoverata in ospedale da sei mesi, il padre è detenuto, il figlio di tre anni necessita di sedute di logopedia dal costo di 250 euro l’una. A tutto questo si è aggiunto lo smarrimento dei documenti e del bancomat.
La sola denuncia di smarrimento non basta per la banca. Come riporta il Corriere Bergamo, l’uomo ha raccontato: «Non potevo permettermi una carta d’identità nuova, nel mio Comune costa 27,50 euro». Il suo piano era semplice quanto disperato: rivendere i formaggi a 10 euro invece dei 19 del prezzo originale per racimolare la somma necessaria. «Ammetto tutto, non sapevo come fare», ha dichiarato in aula mostrandosi pentito.
Il giudice ha convalidato l’arresto, ma ha rilasciato l’uomo senza misure cautelari. Il processo è stato rinviato al 28 ottobre, con la speranza che nel frattempo riesca a recuperare i documenti e risarcire il supermercato.