Rubati i vasi in rame e bronzo al cimitero di Rivolta d'Adda: «Gesto ignobile»
Non è la prima volta che succede e potrebbero essere entrati da un varco non video sorvegliato. Lo sdegno su Facebook dei cittadini

Hanno lasciato i fiori così, liberi sulle tombe o sparsi intorno, per andarsene con il bottino di vasi e portavasi in rame o in bronzo. È questo il furto che alcuni malviventi hanno messo a punto nella notte tra il 22 e il 23 febbraio al cimitero di Rivolta d'Adda. E non è la prima volta che il paese è soggetto a questo tipo di incursioni, tanto che i cittadini non ne possono più.
La notizia è riportata dai colleghi di PrimaLaMartesana, che contano in una dozzina le tombe trafugate. I ladri hanno anche tagliato le viti che tenevano i portafiori attaccati al marmo, portandoli via senza lasciare tracce evidenti.
Niente telecamere
Le dinamiche del furto sembrano suggerire che i malviventi siano entrati sfruttando la presenza di un un cancello basso, creato in seguito ai lavori di rifacimento dei vialetti pedonali. Oltre al problema dell'altezza ridotta, questa zona si presta al passaggio anche perché priva di telecamere di sorveglianza a differenza dell'ingresso principale.
I commenti
«Non è la prima volta, a quando le telecamere per scoraggiare chi fa questi ignobili gesti?». Si aggiungono commenti sulla scia del «neppure il rispetto per i defunti» e «che persone piccole», ma anche dai toni più pesanti.
Il nostro tempo trabocca di gesti ignobili, purtroppo.
Mio padre è morto nel 1962. Per i primi 10 anni nessuno ha mai toccato nulla nel cimitero di Canonica d'Adda. Poi piano piano sparivano vasi in bronzo o rame e non solo vasi, anche statuette più o meno grandi. Di fatto non s'è potuto fare altro che usare articoli sempre meno pregiati, mai toccati da nessuno. Mi meraviglio che ancora e, direi, soprattutto oggi ci si meravigli di tali furti. Mi spiace per quelle persone che hanno subito ma non ci voleva molto ad immaginare questo tipo vergognoso di razzie.