I centri aggregativi

Sabbio, il bel quartiere dalminese dove la popolazione è raddoppiata

Sabbio, il bel quartiere dalminese dove la popolazione è raddoppiata
16 Novembre 2017 ore 06:00

A metà tra la campagna e la città. Il quartiere di Sabbio è così: da una parte ci sono i campi di Stezzano, le cascine di una volta, le corti ristrutturate, dall’altra i quartieri nuovi, Sabbio 2 e 3, l’autostrada A4 e la strada provinciale 525 che separa il centro abitato dal resto di Dalmine. Sarà anche per questo che gli anziani, coloro che hanno sempre vissuto in questo posto, si sentono di Sabbio. Per andare in centro a Dalmine infatti bisogna attraversare la provinciale, quindi si rimane nel quartiere: chi non ama spostarsi o prendere l’automobile trova qui tutti i servizi fondamentali di cui ha bisogno, garantiti dai negozi di vicinato. Passeggiando per le vie di questa frazione, si osserva la vita scorrere tranquilla. Nonostante la vicinanza con le grandi arterie viabilistiche, il rumore del traffico non disturba, non è invadente. I campi danno quella pace che solo la natura riesce ad infondere.

 

 

La popolazione raddoppiata. La popolazione negli ultimi dieci anni è raddoppiata, arrivando a 2.454 persone, e si divide tra coloro che vivono intensamente il quartiere e coloro che invece lavorano e trascorrono la maggior parte del loro tempo fuori dal paese. «Si tratta soprattutto di famiglie nuove, che si sono trasferite da pochi anni – spiega Enzo Suardi, residente di Sabbio, membro dell’Associazione Storica Dalminese e dell’Unitalsi, autore insieme a Sergio Bettazzoli della pubblicazione 50esimo della consacrazione della Chiesa Parrocchiale SS. Redentore in Sabbio di Dalmine, dove viene riportata la storia del paese dall’anno mille in poi -. Queste nuove coppie cominciano ad integrarsi solitamente quando i figli iniziano la scuola materna, quando conoscono altri genitori, altre famiglie. Alcune invece restano legate ai loro luoghi d’origine e qui ci vengono solo a dormire».

Gli immigrati. Ci sono tanti stranieri a Sabbio, sono 350 circa, il 13,6 per cento della popolazione. La realtà oratoriana è quella che ha permesso agli immigrati di integrarsi, di partecipare alla vita sociale del quartiere. «Il Csi Uso Calcio Sabbio è ciò che attira maggiormente i bambini – dice Suardi -. Nella squadra dei più giovani ci sono bimbi provenienti da molte nazioni differenti. Anche al Cre partecipano tanti piccoli stranieri». In prevalenza gli immigrati di Sabbio provengono dall’Albania e dalla Romania e sono arrivati qui negli Anni Novanta. Ci sono poi marocchini, ivoriani, ucraini, senegalesi, ecuadoriani, boliviani, cinesi, abitanti del Burkina Faso. Il volontariato a Sabbio è davvero molto presente e tanti residenti donano parte del loro tempo per la comunità.

 

 

L’Associazione Combattenti e Reduci. Durante la passeggiata alla scoperta del quartiere, incontriamo tre uomini con la scopa in mano impegnati a pulire di fino il monumento ai caduti; sono dell’associazione Combattenti e Reduci. La presidente è una donna: si chiama Giusy Paganelli e ha ereditato la carica dal padre. «Mio papà era presidente e temeva che nessuno avrebbe più voluto prendere in mano le redini dell’ass ociazione. In tanti paesi e quartieri è successo così. Allora gli ho promesso che sarei diventata io presidente e ho mantenuto la parola data». Tra iscritti e simpatizzanti ci sono circa trenta persone, ma quelli che si dedicano di più a questa realtà sono una decina. «Purtroppo non c’è ricambio. I giovani non hanno vissuto la guerra neanche di rimando e non sono interessati a far parte dei combattenti e reduci. Noi cerchiamo di coinvolgere i bambini del catechismo, ma non è facile», racconta Giusy Paganelli. Con lei, impegnati a pulire il monumento, ci sono Marco Chiesa, che è il segretario e Renato Passi.

Parrocchia e volontari. La Parrocchia e l’oratorio, rette da don Massimo Fratus, sono ancora i punti di riferimento della maggior parte della popolazione di Sabbio. Ci sono poi i volontari, che per il loro quartiere hanno fatto tanto: sempre disponibili quando c’è da lavorare, hanno aiutato a ristrutturare la chiesetta, raccolgono fondi, seguono i bambini nei pomeriggi dello spazio compiti, si danno un gran daffare per sostenere la loro parrocchia. Senza dimenticare le signore del Gruppo Ravioli, quelle del Gruppo Torte, i volontari della Unitalsi che prestano sevizio agli anziani e ai disabili, il Gruppo Missionario, il Gruppo Caritas, la redazione del notiziario parrocchiale. Da fare ce n’è sempre e gli abitanti di Sabbio non si tirano certo indietro.

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