Cronaca
La proposta

Salviamo la piazza di Stezzano con tante feste, come una volta

Salviamo la piazza di Stezzano con tante feste, come una volta
Cronaca 30 Gennaio 2019 ore 04:30

Il pescivendolo, con l’odore penetrante delle acciughe, del baccalà e di qualche pesce di fiume o lago, l’arrotino, le angurie del Mòmol, il filato del Petöl. E ancora: il barbiere, il maniscalco, la drogheria, la panetteria, la salumeria, la privativa «Sali e tabacchi». Piazza Libertà, nel secolo scorso, si presentava così. All’epoca si chiamava piazza comunale e pur essendo molto più piccola rispetto a oggi era il fulcro del paese.

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Ora non è più così e, forse, non lo sarà più. A dirlo è lo studioso Antonio Lamera che, grazie ai documenti conservati dal Gruppo di ricerca «Stezzano, la Storia», è riuscito a ricostruire la vita di questo luogo che un tempo rappresentava il cuore del paese, il centro della vita, il punto d’incontro di una comunità. «La piazza quasi ultimata, che piaccia o no, è fine a se stessa – spiega lo storico –. Dei gusti non si discute, ma sarà sempre una piazza morta. Nonostante tutti i propositi, la pubblicità, i proclami e gli accorgimenti di qualsiasi Amministrazione o partito politico. Perché? Per la totale diversità della vita di oggi. Per la frenesia che ci accompagna o ci precede. Le automobili usate anche per i 100 metri che ci separano dalla bottega. Ora ci sono i tablet e gli smartphone, le cuffiette, la televisione con tutte le partite di calcio, Facebook e tutti gli altri social, i videogiochi (o peggio). Troppi impegni; palestra, piscina, camminate, i nipoti o figli da accompagnare. Dove ci si trova ora? Nei centri commerciali soprattutto, in pizzeria, al bar, nei pub, nelle varie feste organizzate, anche fuori paese. Allora, sessanta o settant’anni fa, non c’erano molte di queste cose. Così quasi tutti ci si trovava in piazza. Era il centro di ogni festa, concerti della banda, spettacolo dei Giupì o del piccolo circo familiare, il gioco dell’ancorina, le giostrine, le caldarroste del Triduo, i comizi dei partiti, le processioni e...

 

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