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La seconda arena più costosa al mondo

Lo scandalo dello stadio Garrincha Abbandonato, ci parcheggiano i bus

Lo scandalo dello stadio Garrincha Abbandonato, ci parcheggiano i bus
Cronaca 11 Marzo 2015 ore 08:10

E adesso che i Mondiali sono finiti e non ci serve più, che cosa ci facciamo con questo bello stadio da più di settantamila posti? Per ora nel grande parcheggio esterno ci hanno messo quattrocento autobus, uno vicino all’altro, ma vai a sapere cosa si inventeranno nei prossimi mesi. Così il Mané Garrincha di Brasilia da stadio più costoso del mondo (secondo soltanto a Wembley) è diventato un grande deposito di lusso, senza le urla dei tifosi e la gente in fila ai botteghini. Silenzio e basta, e tristezza. Ovviamente non potevano dimenticarsi gli uffici e le stanze da riempire, e allora hanno utilizzato quelle dentro l’impianto per aprirci le sedi di alcuni uffici dei dipartimenti di stato della capitale federale brasiliana. Una cosa simile era successa con il Silverdome, lo stadio di Detroit che ai Mondiali del ’94 aveva ospitato quattro partite, oltre all’Nfl, l’Nba e a una messa con il Papa. Ma perché venisse abbandonato c’era voluta la crisi. Quella del Garrincha è una storia diversa.

Manca il grande pubblico. A Brasilia non ci gioca nessuna squadra in grado di portare allo stadio 69.439 persone. Il Brasilia Fc, la squadra più importante della città, non gioca nella Serie A brasiliana dal 2000 e (se va bene) arriva a fare 10mila spettatori a partita. Ma i Mondiali sono i Mondiali, e quando c’era stato da rinnovare l’impianto quelli della federazione verdeoro avevano deciso di fare le cose in grande. Via lo stadio comunale, facciamoci uno stadio monumentale. Spendendoci un sacco di soldi. Le fonti ufficiali parlano di un investimento vicino ai 500 milioni di euro. Ma ce ne sono altre che invece arrivano a supporre un cifra pari a 900 milioni, con tangenti a fare da contorno. E adesso? Gestire un impianto del genere costa tantissimo (180mila euro al mese) e senza ritorno il Distretto Federale fa fatica.

 

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Qui fu la finale terzo-quarto posto. Che fare? Qualche concerto, qualche evento mondano, ma nulla di abbastanza produttivo per tenere vivo questo impianto che ha ospitato sette partite del campionato del mondo, tra cui anche una partita dell’Italia e la finale del terzo-quarto posto tra Brasile e Olanda. Probabilmente ci faranno giocare la gara d’esordio del campionato brasiliano tra Cruzeiro e Corinrhians, la squadra di Belo Horizonte e quella di San Paolo, ma anche questo non è sufficiente per tenere attivo il Mané Garrincha. Benissimo. Allora? Per ammortizzare i costi hanno fatto così: intorno allo stadio ci hanno parcheggiato 400 autobus di linea. Dentro, invece, si aggirano gli impiegati statali che prendono i caffè alle mancchinette. Lavorano lì. Il risparmio c’è? Poco, quasi nullo. Il Mané Garrincha è destinato alla saudade di un mondiale ormai andato.

 

GLI STADI DEL MONDIALE IN BRASILE (E I LORO COSTI):

Manè e Garrincha – Brasilia: 526 milioni di euro
Marcanà – Rio de Janeiro: 395 milioni di euro
Itaquerao – San Paolo: 329 milioni di euro
Mineirao – Belo Horizonte: 228 milioni di euro
Forte Nova – Salvador: 226 milioni di euro
Arena Amazonia – Manaus: 220 milioni di euro
Arena Pananal – Cuiabà: 187 milioni di euro
Arena Pernambuco – Recife: 175 milioni di euro
Castelao – Fortaleza: 170 milioni di euro
Arena das Dunas – Natal: 139 milioni di euro
Arena de Baixada – Curitiba: 108 milioni di euro
Biera-Rio – Porto Alegre: 108 milioni di euro