Una sciarpa scomparsa dopo la partita dell’Atalanta contro il Venezia si è trasformata in una storia di solidarietà e appartenenza. A raccontarla è stata Giulia Rocchi, giovane tifosa nerazzurra di Bergamo, che lunedì sera, al termine della partita allo Stadio New Balance Arena, si è accorta di non avere più con sè la sciarpa celebrativa della vittoria della Dea in Europa League a Dublino. Un oggetto dal forte valore affettivo, diventato il punto di partenza per riscoprire il senso di comunità che unisce i tifosi nerazzurri.
La sciarpa scomparsa dopo la partita
Dopo il fischio finale, mentre si dirigeva verso i gradoni, Giulia si è accorto che la sua sciarpa dell’Atalanta non c’era più. Ha quindi iniziato a cercarla tra i seggiolini e per terra, chiedendo informazioni anche alle persone sedute nelle vicinanze e agli Steward, senza alcun risultato. Non si trattava di una sciarpa qualsiasi: celebrava il trionfo europeo dell’Atalanta, con la scritta «Campioni d’Europa» e le date del percorso che ha portato alla storica vittoria di Dublino. Un ricordo legato a una delle pagine più importanti della storia atalantina.
La mobilitazione dei tifosi
Convinta che ritrovarla sarebbe stato difficile, Giulia non si è affatto arresa. Ha quindi contattato conoscenti, altri tifosi, gruppi organizzati e persino la biglietteria della New Balance Arena, nella speranza che qualcuno l’avesse recuperata.
La sciarpa originale purtroppo non è stata trovata, ma la ricerca ha avuto un esito inaspettato: tante persone si sono attivate per darle una mano, anche senza conoscerla direttamente: «Queste persone mi hanno ricordato che l’Atalanta non è solo una squadra, ma una comunità di persone che senza interesse e senza conoscerti dice “PRESENTE” di fronte ad una richiesta di aiuto, anche se si tratta solo di una sciarpa», ha riferito la giovane tifosa.
Un ricordo che va oltre l’oggetto
Alla fine, la giovane bergamasca è riuscita a trovare una sciarpa identica e nuova su un sito di rivendita online. Quella mostrata nella fotografia quindi non è l’originale scomparsa allo stadio, ma una sostituta che le permette di conservare lo stesso ricordo. A chi ha preso la sua sciarpa Giulia ha rivolto un augurio ironico: poterla sventolare un giorno per festeggiare un altro trofeo, magari un’altra Dublino.
Il racconto della giovane si è concluso con un ringraziamento a tutti coloro che hanno cercato di aiutarla e con una frase che riassume il legame con i colori nerazzurri: «L’Atalanta è il nostro folle amore». E, nel solco delle parole del presidente Antonio Percassi, il saluto finale è quello di sempre: «Fate i bravi e forza Atalanta!».