Questione di bio-energia cellulare

Scoperto l’enzima che crea le rughe Sorridete, avremo creme migliori

Scoperto l’enzima che crea le rughe Sorridete, avremo creme migliori
Cronaca 07 Marzo 2016 ore 12:40

Se la pelle invecchia, è questione (anche) di un calo di bio-energia cellulare. Pare infatti che le fastidiose rughette a zampe di gallina intorno alla bocca e agli occhi o altri inesorabili inestetismi compaiano per colpa di un enzima che perdendo di vitalità non riesce più a infondere alla pelle la giusta energia e elasticità per reagire al passaggio del tempo. L’ipotesi avanzata da un gruppo di ricercatori della Newcastle University, in Inghilterra, pubblicata sul Journal of Investigative Dermatology, se confermata, potrebbe aprire nuove strade per comprendere meglio alcuni invecchiamenti cutanei e creare creme anti-aging mirate a differenti tipi di pelle.

 

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Cosa sono le rughe. Rughe, ma che cosa sono? Forse, un giorno le donne arriveranno a domandarselo davvero. Almeno se le premesse di alcuni studi confermeranno che siamo sulla buona strada per comprendere anche i fattori alla base dell’invecchiamento cutaneo. Ci stanno provando alcuni ricercatori inglesi che ipotizzano che la pelle, ad un certo punto della vita, cominci a tratteggiarsi di rughette, macchie o altri inestetismi per la perdita di efficacia di uno specifico enzima, il Complex II. Ma perché proprio questo e non un altro? Innanzitutto perché è un enzima metabolico, ovvero specializzato nella gestione di reazioni biologiche (enzimatiche) che avvengono nelle cellule. E poi perché si trova nei mitocondri, cioè nelle “centrali energetiche” della cellula che aiutano a produrre l’energia necessaria per lo svolgimento di molte funzioni cellulari, quali il movimento, il trasporto di sostanze ed anche il ringiovanimento cellulare. Che, riferito soprattutto a quest’ultima azione, significa (più) “giovinezza”. Tuttavia anche il Complex II subirebbe gli effetti del tempo, riducendo progressivamente la sua capacità di dare energia alla pelle, la quale trovandosi sotto attacco di vari agenti, primi fra tutti i radicali liberi, non potrebbe fare altro che cedere ad essi, segnandosi. Ed ecco spiegato il perché di rughe e affini.

 

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Lo studio. Per arrivare a questa tesi i ricercatori hanno fatto un esperimento prelevando in un piccolo numero di volontari, all’incirca 27 di età compresa tra i 6 e i 72 anni, alcuni campioni di pelle, in aree normalmente non esposte al sole. È stato così possibile scoprire che esiste uno specifico biomarcatore, indicativo dell’invecchiamento cutaneo che potrebbe essere sfruttato per comprendere meglio i processi che portano all’invecchiamento, e su questi sviluppare trattamenti anti-aging o creme cosmetiche che possano contrastare il declino della bio-energia del Complex II. Con il valore aggiunto che questi prodotti potrebbero essere “programmati” e studiati in funzione dell’età della persona cui sono dedicati.

Espressione ‘Monna Lisa’. Nell’attesa che sia possibile combattere scientificamente le rughe, c’è chi ha deciso di non ridere, assumendo cioè l’emblematica espressione della donna dipinta da Leonardo passata alla storia per il suo “particolare” sorriso. Contenuto e statico. Hanno scelto questo trattamento anti-aging naturale donne dello spettacolo o anche gente comune. È noto infatti che alcuni movimenti facciali come sorridere, aggrottare la fronte o ridere appunto, portino alla lunga all’insorgenza di rughe di espressione. “Paralizzare” questi fasci muscolari aiuterebbe dunque il viso a rimanere più giovane, svolgendo la stessa azione di lifting di un trattamento botox che mira proprio a inibire i movimenti e l’attività di questi muscoli del viso. Ma varrà davvero la pena sacrificare il piacere di una sana e grassa risata a una rughetta in meno sul volto?

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