«Ancora una volta atti di vandalismo dei cosiddetti “no vax” hanno riguardato la nostra città, deturpando il patrimonio pubblico». È netta la condanna della sindaca di Bergamo Elena Carnevali dopo la nuova serie di imbrattamenti comparsi in diversi punti della città. Nel mirino, nella notte tra martedì e mercoledì, è finito anche il nuovo murale realizzato da Lidia Cao al Rondò delle Valli: un’opera lunga circa 120 metri, dedicata alle Orobie e alle Cascate del Serio, inaugurata solo pochi giorni prima nell’ambito del festival di street art “Mura”.
Ma gli episodi non si sono fermati alla parete del sovrappasso. Giovedì 8 ottobre altre scritte dello stesso tenore sono comparse su una vetrata e su un muro dello Spazio Giovanile di Boccaleone. Segnalazioni analoghe sono inoltre arrivate dal quartiere di Redona, dove sarebbero stati imbrattati alcuni muri condominiali nei pressi dell’Esselunga di via Corridoni.
Di fronte a quella che appare come un’azione più estesa, Carnevali chiede che non si proceda soltanto con sanzioni economiche. «Ritengo necessario che le conseguenze siano adeguate e non solo una sanzione di poche centinaia di euro – afferma – considerata la gravità di comportamenti che danneggiano beni appartenenti all’intera comunità».
La sindaca guarda anche alle immagini delle telecamere per arrivare all’identificazione degli autori. «Mi auguro che consentano di individuare rapidamente i responsabili, affinché possano essere perseguiti in sede giudiziaria», sottolinea, aggiungendo che il Comune potrà chiedere «il rimborso dei danni subiti», dal momento che i costi per ripristinare i muri ricadono sulle risorse pubbliche.
Nel suo intervento Carnevali allarga poi il discorso oltre il vandalismo. «Questi gesti non cambiano di un millimetro la direzione che Bergamo ha scelto», chiarisce, rivendicando l’impegno della città nel percorso verso la neutralità climatica entro il 2030, nell’ambito della missione europea che coinvolge cento città. Infine, il passaggio più politico: «C’è poi un aspetto ancora più grave del danno materiale: la pretesa di negare evidenze scientifiche consolidate». Per la sindaca, su salute pubblica, sicurezza del territorio e futuro del pianeta «non possiamo permettere che la disinformazione venga fatta passare per verità».