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Scuole chiuse per il Coronavirus, il Governo è d’accordo con la proroga del provvedimento

Scuole chiuse per il Coronavirus, il Governo è d’accordo con la proroga del provvedimento
29 Febbraio 2020 ore 14:27

C’è «sostanziale adesione» da parte del Governo alla richiesta avanzata ieri (28 febbraio) da Regione Lombardia di sospendere le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado della regione anche per la prossima settimana. La conferma è stata data ai microfoni del TgR Lombardia dall’assessore regionale al welfare Giulio Gallera, che ha sottolineato come «ci siano ancora alcuni approfondimenti da fare, ma per quanto riguarda le scuole sarà prorogata per un’altra settimana la sospensione».

«È in corso la riunione con il premier Giuseppe Conte e gli altri presidenti delle Regioni – ha aggiunto poco dopo il governatore regionale Attilio Fontana -. Per ora l’unica notizia che posso anticipare, soprattutto nel rispetto delle famiglie, è che anche la prossima settimana l’attività didattica delle scuole e degli asili resta sospesa. Vi aggiornerò non appena avremo altre notizie certe».

La proposta avanzata da Regione Lombardia suggeriva non una chiusura totale degli istituti scolastici, bensì la possibilità per quegli istituti che ne hanno i mezzi di svolgere le lezioni in via telematica, con gli insegnanti che potrebbero così recarsi a scuola. Si è da poco concluso il vertice nella sede romana della protezione civile tra i presidenti delle Regioni, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Speranza, De Micheli, Lamorgese e Boccia. Manca ancora l’ufficialità da parte dell’Esecutivo, ma il premier Conte ai microfoni di Rai News 24 ha dichiarato che «domattina pubblicheremo il nuovo decreto contenente le misure precauzionali che verranno attuate la prossima settimana, elaborato in pieno accordo con le valutazioni dei governatori regionali. Voglio essere prudente, il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito per le effettuare le ultime valutazioni. Certamente nelle regioni più colpite dall’epidemia (ossia Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) verranno messe in atto misure di prudenza differenti rispetto alle altre zone».

L’obiettivo delle autorità regionali e sanitarie è quello di proseguire l’opera di contenimento dell’infezione da Covid-19 diminuendo le occasioni di contatto tra le persone perché, secondo i dati raccolti ad oggi, «ogni soggetto contagiato trasmette il virus ad altre due persone, dobbiamo fare in modo che una persona contagi solo un altro individuo – aveva spiegato Gallera -. La diffusione del virus è circoscritta ma ha un’incidenza molto alta nei territori colpiti. Se la diffusione si estende secondo questo ritmo, gli ospedali andranno in crisi non solo per quanto riguarda i ricoveri da Coronavirus ma per quelli legati a tutte le altre patologie perché i posti, soprattutto nei reparti di rianimazione, sono limitati. Dobbiamo inoltre pensare a proteggere il nostro personale sanitario». Il 10 per cento delle persone positive, infatti, lavora in strutture sanitarie.

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