Ricerche social

Pubblica il video del furto della bici, a Gandino scatta la caccia al ladro (ma pure la polemica)

Derubato della mountain bike sotto casa, un diciottenne del paese pubblica su Facebook il filmato del furto. Segni particolari evidenti («scuro con braccio ingessato»), ma online c'è chi protesta

Val Seriana, 26 Agosto 2020 ore 15:20

Le immagini delle telecamere di sorveglianza, l’appello agli internauti e le inevitabili polemiche. Ha animato la discussione degli ultimi giorni il post pubblicato nel gruppo “Sei di Gandino se…” da Simone Rottigni, diciottenne del paese, nel tentativo di ritrovare la mountain bike che gli è stata sottratta sabato 22 agosto davanti alla sua abitazione, all’imbocco del centro storico.

«Sabato alle ore 17:40 – ha scritto il giovane – un ragazzo scuro con braccio ingessato mi ha rubato la bici presso Ottica Rottigni (negozio del padre, ndr). Chiedo gentilmente nel caso lo vediate di bloccarlo e contattare me e le forze dell’ordine». Un appello come tanti, corredato però da alcuni elementi distintivi, a cominciare dal video delle telecamere di sorveglianza del negozio pubblicato sul social. Nelle immagini si vede un ragazzo avvicinarsi con nonchalance alla bicicletta e, dopo una rapida occhiata, salire in sella e dileguarsi con pedalata decisa.

Il post pubblicato da Simone è presto diventato virale, con centinaia di condivisioni che al momento non hanno sortito l’esito sperato. Ma molti internauti hanno finito per concentrarsi sulla descrizione fornita dell’autore del furto: «Scuro e con il braccio ingessato». Due “segni particolari” assolutamente evidenti, utili a rintracciare l’autore di un reato. Un’internauta si è pero chiesta «se la telecamera avesse ripreso una persona di pelle bianca avrebbe qui scritto “un ragazzo chiaro”?», lasciando sottintendere un intento razzista dell’autore del post.

«In un contesto dove la maggioranza sono di pelle chiara – ha immediatamente ribattuto Simone -, questo è un indizio identificante», supportato da decine di altri commenti. «Quando si dà una descrizione di qualcuno affinché venga identificato – si legge in uno di essi -, si dicono tutti i particolari che possono distinguere la persona dalla maggior parte degli abitanti. Scuro (visto che non si può più dire nero) e con braccio ingessato sono indizi. Se un bianco dovesse rubare in Africa probabilmente come indizio direbbero “uomo bianco”. Che c’è di offensivo?». L’impegno resta comunque uno: ritrovare la bicicletta (vedi foto di apertura) e restituirla al legittimo proprietario.

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