I volti sugli spalti

Quando c’è la Curva a cantare è davvero tutta un’altra storia

Quando c’è la Curva a cantare è davvero tutta un’altra storia
Cronaca 23 Febbraio 2016 ore 07:00

L’unico spiraglio di luce, nella grigia domenica calcistica dei tifosi atalantini, arriva dallo stadio di Bergamo. La sconfitta contro la Fiorentina, fatta la tara alla buona prestazione offerta per circa 70 minuti, non può lasciare soddisfazione per quanto visto in campo. Piuttosto, un sorriso lo strappa la presenza degli oltre 15mila tifosi sugli spalti. Adesso che la Curva è tornata la spinta si sente, e la Dea avrà una mano in più per uscire dalla crisi che l’attanaglia.

Quadrato vuoto per 10 minuti. Inevitabilmente tutti gli sguardi del prepartita erano per il comportamento della Curva Pisani. Dopo le due sfide contro Sassuolo ed Empoli in cui la sospensione di voucher e vendita di biglietti aveva di fatto silenziato lo stadio (senza il cuore pulsante che si posiziona al centro del settore sembrava di essere a teatro) l’Osservatorio aveva dato l’ok per la riapertura di tutti gli accessi. E dopo la manifestazione di sabato pomeriggio in cui oltre 1000 tifosi hanno sfilato per il Bocia e contro la demonizzazione della Curva Nord, ci si aspettava una bella iniezione di fiducia e calore anche durante la gara contro i Viola. Fin dal riscaldamento, la presenza di striscioni sia a bordo campo che ai pali sopra la Pisani aveva fatto capire che era la domenica giusta per tornare alla normalità. Un quadrato di settore vuoto, tuttavia, testimoniava come ci fosse in Curva nelle intenzioni una coda polemica nei confronti delle istituzioni, che dopo gli scontri avvenuti al termine di Atalanta-Inter dello scorso 16 gennaio avevano fatto di tutta l’erba un fascio sbarrando le porte voucher e biglietti.

24 foto Sfoglia la gallery

Protesta finita al 9’, sostegno fino alla fine. Così, dopo il fischio d’inizio la Curva ha solo rumoreggiato per una decina di minuti scarsi, ma l’attesa per tornare a tifare normalmente era palese tra i ragazzi della Pisani. Detto, fatto: quando il cronometro segnava 8 minuti e 37 secondi tutto il settoresi è ricompattato ed è iniziata un’altra partita. Bandiere, stendardi a due aste e una fila di ragazzi in balconata a dirigere i cori hanno colorato il grigio della curva. Non sono mancati, specie all’inizio, insulti a giornalisti e forze dell’ordine, ma la partita chiedeva il contributo degli ultras che non è mancato fino alla fine. Quanto ai Viola, i tifosi arrivati a Bergamo erano tanti: più o meno al 20′ anche loro si sono voluti schierare con il Bocia, mostrando il loro “Claudio Tieni duro” rimasto appeso anche dopo il fischio finale.

Ben 5 gol in 20 minuti, ennesima sconfitta. Dopo il bel colpo di testa di Mati Fernandez che ha dato la stura allo 0-0 al 67’, la partita ha vissuto un finale di gara decisamente movimentato. Prima lo 0-2 e poi l’1-3 sembravano chiudere definitivamente i conti, ma la Dea per ben due volte ha riaperto ogni discorso dando linfa alle illusioni del pubblico di casa.

24 foto Sfoglia la gallery

Al fischio finale il 2-3 non può lasciare tranquilli, ma se dalle tribune qualcuno ha abbandonato lo stadio già al 3-1 di Kalinic va detto che la gran parte del pubblico di casa ha retto fino alla, fine pur non dando mai l’impressione di crederci veramente. Curva Pisani a parte infatti, il resto dello stadio è sembrato quasi bloccato di fronte al risultato negativo e alle difficoltà della squadra: nessuna contestazione, nessun insulto ai bergamaschi ma solo tanto silenzio che ha voglia di trasformarsi in un grande sostegno. La squadra fatica un sacco, ma impegno e sudore non mancano mai: per la salvezza servono ancora punti, se Bergamo torna a spingere gli allunghi decisivi arriveranno certamente.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli