vino e turismo

1.650 bottiglie invecchieranno in miniera cinque anni

La cantina «Nove lune» di Cenate Sotto è stata l'unica ad aver risposto al bando del Comune di Gorno. Il vino si chiamerà Costa Jels.

16 Giugno 2020 ore 07:31

Qual è il posto migliore per fare invecchiare un vino? Qualcuno ha pensato alla miniera. Quella di Gorno, precisamente. Dove lì per tutto l’anno c’è una temperatura costante di 10 gradi, umidità giusta, buio e silenzio totali. La cantina «Nove Lune» di Cenate Sotto, l’unica ad avere risposto al bando lanciato dal Comune di Gorno, ieri vi ha portato 1.650 bottiglie per lasciarle maturare per ben cinque anni. Un tempo lunghissimo, dopo i due già trascorsi di preparazione in cantina, che pone aspettative alte per uno spumante di eccellenza.

Alessandro Sala, a Cenate Sotto, ha iniziato un percorso ambizioso: nella sua cantina «Nove lune» produce esclusivamente vino biologico. Il suo lavoro lo spiega così: «Nove Lune è il punto di arrivo e di partenza del mio percorso che attraverso la viticoltura biologica mi ha portato a spostarmi verso qualcosa di ancora più ecologico come i vitigni resistenti che per questo vengono chiamati super-bio. Le varietà di vite che resistono naturalmente alle malattie (chiamate “Piwi”, “viti resistenti ai funghi”) permettono di produrre vini di qualità eliminando quasi completamente l’uso di anticrittogamici e totalmente quello di altre sostanze chimiche quali diserbanti e concimi, salvaguardando la salute dei consumatori e l’integrità dell’ambiente. L’ecologia è o dovrebbe essere patrimonio di tutti e per me questo può essere condotto solamente in modo trasparente, tra etica ed arte di vivere»

Alessandro Sala

Ieri a Gorno si sono presi due piccioni con una fava. Da una parte l’attenzione su una metodologia vinicola molto originale e tutta da sperimentare, dall’altra il progetto, da parte del Comune, per un rilancio turistico delle miniere. Il progetto non ha avuto costi, se non impegnare una «vena» laterale della miniera senza interrompere i flussi turistici dei visitatori, e in cambio ha ottenuto che il vino porti il nome della miniera. E infatti si chiamerà: Costa Jels.

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