Crollo delle vocazioni

Seminario, è venuto il tempo di scendere dal Colle di Città Alta

Gli studenti si sono ridotti a 99 divisi fra medie, licei e classi di teologia. Un'emorragia inarrestabile. Che cosa fare della grande struttura?

Seminario, è venuto il tempo di scendere dal Colle di Città Alta
Bergamo, 28 Gennaio 2020 ore 12:19

Il 16 febbraio si celebra nella nostra diocesi la Giornata del Seminario. Di per sé una festa di sensibilizzazione e di preghiera, ma che nasconde purtroppo una realtà in piena crisi, almeno stando ai numeri. Si è passati da una frequenza di 408 presenze (anno scolastico 1989/90) agli attuali 99 divisi fra medie, licei e classi di teologia. Ogni anno, partendo dal 2000, è stato caratterizzato da un’emorragia senza soluzione di continuità. Quest’anno in prima media sono entrati solo tre ragazzi. E stiamo parlando di una struttura (inaugurata il 5 novembre 1967 dopo dodici anni di lavoro) capace di accogliere seicento ragazzi e giovani per prepararsi al sacerdozio. Un’area di 20.500 metri quadrati, con un insieme di costruzioni che occupano una superficie coperta 16.300 mq con una volumetria edificata di 240 mila metri cubi. Un bastione per preparare i nuovi “soldati di Cristo” che praticamente si sta svuotando.

Negli anni Ottanta medie e superiori avevano ancora due sezioni con classi anche molto numerose: una sessantina di ragazzi per ogni anno scolastico. Altri tempi se consideriamo che nel 2021 la scuola media interna al seminario chiuderà. I ragazzi studieranno fuori (come già avviene per i ragazzi di prima media e per i liceali) e rientreranno in seminario dopo le lezioni. Una carenza vocazionale che non mancherà a breve di mettere in seria difficoltà la rete di 389 parrocchie della nostra diocesi. Adesso i preti sono 743 (nel 1959 in erano 1194 preti), ma senza un effettivo ricambio ci si troverà ad affrontare un vuoto presbiteriale che in altre parti d’Italia e del mondo è già una triste realtà. L’anno scorso a Bergamo è stato ordinato un solo sacerdote: don Glauco Grazioli di Stezzano; tre nel 2018, sette nel 2017 e nessuno nel 2016. I segnali di affanno non mancano anche all’interno dello stesso seminario.

Continua a leggere (con un’intervista al rettore: «Non vogliamo fare la fine del topo») a pagina 12 di PrimaBergamo in edicola fino al 30 gennaio. Oppure in edizione digitale QUI.

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