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Accoltellato con sette fendenti a Martinengo: fermato un 26enne per tentato omicidio

L'uomo, cittadino marocchino, è stato rintracciato dai carabinieri nella campagna tra Martinengo e Ghisalba. Aveva ancora gli abiti sporchi di sangue. La vittima, ricoverata al Papa Giovanni, non è in pericolo di vita

Accoltellato con sette fendenti a Martinengo: fermato un 26enne per tentato omicidio
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È stato fermato con l’accusa di tentato omicidio il presunto responsabile dell’aggressione avvenuta nella tarda serata di sabato 31 ottobre a Martinengo, dove un uomo era stato accoltellato sette volte mentre si trovava su una panchina. Si tratta di un 26enne cittadino marocchino, irregolare sul territorio nazionale, rintracciato dai carabinieri domenica 1 novembre, intorno alle 20, nell’area rurale tra Martinengo e Ghisalba.

La vittima, anche lui marocchino, ha 40 anni (secondo quanto precisato nel comunicato dei carabinieri) e si trova tuttora ricoverata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Le sue condizioni, inizialmente giudicate gravi, non lo metterebbero fortunatamente in pericolo di vita.

L’aggressione era avvenuta pochi minuti dopo le 22 in via Derusco, nella zona est dell’abitato di Martinengo. Secondo la testimonianza fornita dal fratello, a chiedere aiuto sarebbe stato lo stesso 40enne con una telefonata: ha raccontato di essere stato colpito alle spalle mentre era seduto su una panchina a fumare una sigaretta. Sette i fendenti inferti con un’arma da taglio, che secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato ufficiale dei militari hanno raggiunto il torace.

Il fratello lo aveva così raggiunto in auto, insieme alla moglie e alla figlia, per prestargli soccorso, allertando anche il 112. Sul posto erano intervenute due automediche e un’ambulanza della Padana Emergenze in codice rosso. L’uomo, arrivato pochi giorni prima dal Marocco e ospitato a casa del fratello, era stato trasportato d’urgenza al Papa Giovanni XXIII.

Nel frattempo erano partite le indagini dei carabinieri della Stazione di Martinengo, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo. Le immediate attività investigative e le successive ricerche hanno permesso di identificare e rintracciare il presunto aggressore nella campagna tra Martinengo e Ghisalba. Il 26enne aveva ancora indosso gli abiti con tracce di sangue, ritenute riconducibili all’aggressione.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato accompagnato alla Casa circondariale di Bergamo, dove rimane in attesa dell’udienza di convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: nei confronti dell’indagato, come precisato nel comunicato autorizzato dalla Procura, resta valida la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale condanna definitiva.