Praterie di vegetazione acquatica che affiorano, imbarcaderi costretti alla chiusura, spiagge sempre più ampie e distese di alghe che si accumulano sempre di più lungo le rive. Purtroppo questa è l’immagine che il Lago d’Iseo sta offrendo nel corso di questa estate segnata dal caldo intenso e dalla scarsità d’acqua. In meno di due mesi il livello del Sebino ha visto un abbassamento di quasi un metro e trenta centimetri, favorendo una proliferazione di macrofite senza precedenti che sta creando problemi non solo alla navigazione, ma anche alle attività turistiche ed alla fruibilità del lago.
Porti in difficoltà e attracchi chiusi
Come riportato da L’Eco di Bergamo le conseguenze sono già evidenti. Dopo la chiusura dell’imbarcadero di Clusane d’Iseo, anche quello di Marone è stato interessato dalle difficoltà causate dalla vegetazione acquatica, mentre quello situato a Sarnico si trova sotto osservazione da parte di Navigazione Lago d’Iseo perché i battelli faticano ad attraccare.
Nel basso lago la situazione è ancora più evidente: le spiagge si allargano per il basso livello dell’acqua, mentre le alghe che si accumulano in superficie, decomponendosi, provocano cattivi odori e disagi, soprattutto per le strutture ricettive e gli operatori turistici.
Oltre mille tonnellate raccolte
L’Autorità di Bacino Lacuale dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro è impegnata da settimane in un’intensa attività di pulizia. Già il 21 luglio aveva comunicato di aver raccolto oltre 400 tonnellate di alghe in un solo mese nelle acque di Clusane d’Iseo, Paratico e Sarnico.
L’intervento è proseguito senza sosta e, come ha spiegato il presidente dell’Autorità di Bacino Alessio Rinaldi, a fine luglio erano già state superate le 1.100 tonnellate di vegetazione raccolta. Se il ritmo dovesse proseguire, entro la fine dell’estate si potrebbero raggiungere le 1.600 tonnellate, quasi il triplo rispetto alle 500-600 tonnellate raccolte mediamente nelle stagioni precedenti.
Le alghe non vengono smaltite come rifiuti, ma trasportate nell’impianto di recupero di Chiari, dove vengono trasformate in fertilizzante.
Gli interventi e le nuove risorse
Ogni giorno, dal lunedì al venerdì e spesso anche il sabato, gli operatori della società Manutenzione e Promozione Laghi lavorano con tre battelli spazzini, due mezzi Truxor e un camion destinato al trasporto del materiale raccolto.
Le Province di Bergamo e Brescia hanno deciso di incrementare le risorse disponibili, portando il budget triennale da 450 mila a 600 mila euro. Per la prossima stagione arriveranno inoltre altri 355 mila euro destinati al Sebino grazie a un finanziamento regionale, risorse che serviranno sia allo sfalcio delle macrofite sia agli interventi sui canneti e alla tutela dell’ittiofauna.
Un problema che guarda al futuro
Secondo gli amministratori, però, l’aspetto economico non è più l’unica criticità. Il lago è molto esteso e gli interventi devono garantire la navigabilità di tutti i porti, mentre il caldo e il basso livello dell’acqua favoriscono una crescita continua della vegetazione.
A complicare ulteriormente il quadro c’è anche la diffusione di una nuova specie africana, più aggressiva della Vallisneria spiralis, pianta acquatica autoctona che non può essere eliminata definitivamente ma solo periodicamente sfalciata.
Per questo le istituzioni ritengono necessario avviare nuovi studi e individuare strategie di lungo periodo. «Dovremo ragionare sulle soluzioni da mettere in campo per affrontare gli effetti del cambiamento climatico» – ha sottolineato Rinaldi, mentre dalla Provincia è stato evidenziato come il fenomeno richieda ormai un approccio strutturale e non più soltanto interventi d’emergenza.
Turisti presenti, disagi soprattutto per chi naviga
Nonostante le difficoltà, dalle strutture di accoglienza di Sarnico hanno riferito e spiegato che il turismo non ha subito particolari ripercussioni e che i visitatori comprendono una situazione strettamente legata alle condizioni climatiche.
Le maggiori criticità riguardano invece i proprietari delle imbarcazioni, che faticano a uscire dai porti perché le eliche restano impigliate nella vegetazione acquatica, e gli operatori turistici del basso Sebino, dove per conformazione del lago, venti e correnti, le macrofite tendono ad accumularsi maggiormente.