Dall'Europa all'Hokkaido

Il sogno di Stalin (e ora di Putin) La Transiberiana fino al Giappone

Il sogno di Stalin (e ora di Putin) La Transiberiana fino al Giappone
Cronaca 09 Settembre 2017 ore 09:25

Era il sogno di Stalin, che forse potrebbe diventare realtà. Un sogno al limite della fantascienza allora e al limite della fantascienza anche oggi. Collegare la Siberia al Giappone per allungare quella che è già la più lunga ferrovia del mondo, la Transiberiana. Lo ha rivelato il vice premier russo Igor Shuvalov, nei giorni scorsi a Vladivostock, nei corsi di un vertice tra Putin e il primo ministro nipponico: «Stiamo seriamente offrendo ai nostri partner giapponesi di considerare la costruzione di una tratta ferroviaria da Hokkaido fino al sud di Sachalin».

 

 

Il progetto, da Stalin a Putin. Il progetto era stato auspicato da Iosif Stalin prima che i rapporti tra Russia e Giappone si incrinassero e infatti, alla vigilia del secondo conflitto mondiale, una parte dell’isola di Sachalin apparteneva al Giappone. La possibilità di collegare l’Eurasia con Sakhalin (oggi tutta russa) non è infatti un progetto nuovo: era stata iniziata la costruzione di un tunnel nel 1950, ma dopo la morte di Stalin nel 1953 la costruzione era stata sospesa. L’idea è riemersa con Putin, nel 2000, ma deve fare i conti con il rapporto costi-benefici: la popolazione di Sakhalin, situata a nord di Hokkaido, ha solo 500mila abitanti. Perciò, l’enorme investimento per la realizzazione non è giustificabile. Per questo, Mosca ha pensato di estendere il progetto della Transiberiana fino a Hokkaido passando attraverso Sakhalin: «Se fosse realizzata questa estensione, la Transiberiana sarebbe piena di treni, perché collegata con il Giappone», ha detto Putin nel 2011.

I due ponti. Per far sì che ciò accada saranno costruiti due ponti: il primo (in realtà un traforo sottomarino di 11 chilometri) che congiungerà la terraferma con l’isola di Sachalin, e il secondo la grande isola del Pacifico settentrionale con il Giappone. In questo secondo caso l’impresa è gigantesca: si sta discutendo circa la creazione di un ponte lungo 28mila miglia (circa 46mila chilometri), o di un tunnel che colleghi Sachalin a Hokkaido. La spesa stimata per la realizzazione di questo progetto ammonterebbe a oltre 6 miliardi di dollari. In questo modo Tokyo e Parigi si triverebbero collegate da una linea ferroviaria di 13.600 chilometri.

 

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Le ragioni commerciali. Ci sono anche interessi commerciali dietro un’idea gigantesca come questa: già oggi il trasporto delle merci dal Giappone a Mosca attraverso la ferrovia Transiberiana è tre volte più veloce rispetto all’attuale percorso europeo. Sono stati i russi volerlo rendere noto con un test svolto dall'Associazione degli operatori della Transiberiana e presentati lo scorso anno al forum sullo sviluppo dei trasporti tra Asia ed Europa, in Giappone. Attualmente le merci giapponesi dirette in Europa vengono spedite via nave e approdan ai diversi porti europei prima di giungere alla loro destinazione finale. Con questa modalità il viaggio del carico dura circa 55 giorni. Con il test fatto dai russi invece è stato provato che, nonostante il trasbordo via mare dal Giappone alla costa siberiana, i tempi sono quasi dimezzati, anche per le velocizzazioni doganali imposte da Putin. Anche da parte giapponese un interesse c’è, perché quel ramo settentrionale delle ferrovie nipponiche è in crisi e non riescono a coprire i costi di gestione.

Due piccoli problemi. Quindi tutto concorre alla realizzazione del sogno di Stalin. Ci sono solo due dettagli non piccoli da superare: le ferrovie giapponesi hanno scartamento diverso. E, soprattutto, Russia e Giappone non hanno ancor un trattato di pace. «Un anacronismo», lo ha definito Putin. Vedremo se è davvero così.