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Sopravvissuta all’aggressione del marito alla Lidl di Seriate, a fine gennaio perderà il lavoro per le ferite subite

Il 6 gennaio dello scorso anno, Daniela Manda rischiò di morire nel pizzale del supermercato. Dei problemi alla mano non sono mai passati...

Sopravvissuta all’aggressione del marito alla Lidl di Seriate, a fine gennaio perderà il lavoro per le ferite subite

6 gennaio 2026: tra pochi giorni sarà passato un anno dall’aggressione davanti al supermercato Lidl di Seriate, quella in cui Daniela Manda, 39 anni, rischiò di morire sotto i colpi di coltello del marito. Nei prossimi giorni sarà anche parte civile al processo per tentato omicidio.

Ma la data che oggi le toglie il sonno è un’altra: il 1° febbraio, quando resterà senza stipendio.

Cosa era successo

L’aggressione, come detto, risale al 6 gennaio dello scorso anno, davanti al supermercato Lidl di Seriate. Manda era stata colpita con 14 coltellate dal marito, 49 anni, arrestato lo stesso giorno e ora detenuto.

In passato lei lo aveva già denunciato per maltrattamenti, salvo poi ritirare la querela nella speranza che le violenze finissero. Il procedimento era andato avanti comunque, con una condanna patteggiata.

Quel giorno, però, la violenza esplose di nuovo. Daniela aveva tentato di assecondare le ossessioni dell’uomo, arrivando perfino ad ammettere un tradimento inesistente. Non era bastato. A salvarla sono stati l’intervento di una commessa, di un idraulico e di un militare fuori servizio.

Il lavoro perso dopo il rientro

Dopo le coltellate del 6 gennaio 2025, Daniela ha fatto di tutto per riprendere una vita normale. Ricovero, cure, poi il rientro al lavoro già ad aprile nella grande azienda di Seriate dove lavora come magazziniera dal 2023 tramite un’agenzia interinale. Ma le ferite, soprattutto a una mano, non sono mai sparite davvero. Spostare scatoloni pesanti, anche da 50 chili, è diventato ogni giorno più difficile.

Come riporta oggi (sabato 3 gennaio) L’Eco di Bergamo, a novembre è arrivata la visita dal medico del lavoro, e da lì è emersa l’ennesima preoccupazione.

«A novembre sono stata sottoposta a una visita dal medico del lavoro. Dopo la quale l’azienda mi ha costretto e mettermi in ferie. Poi, dopo due settimane, mi hanno convocato nella sede dell’agenzia interinale. C’erano la responsabile dell’agenzia, quello del personale dell’azienda e una terza persona che rappresentava un’altra società. Ho capito subito che qualcosa non andava. E infatti mi hanno comunicato che ero sospesa, pur garantendomi lo stipendio fino al 31 gennaio prossimo. Mi sono rivolta al sindacato, che mi ha spiegato che hanno fatto tutto in regola e non posso recriminare», ha raccontato la donna.

Quanti costi…

Oggi Daniela parla dalla Romania, dove è tornata per assistere i genitori, entrambi con problemi di salute. Ma i pensieri sono fissi a Seriate. Lì c’è il bilocale in affitto, le bollette che si accumulano. L’ultima, quella del gas, è da 800 euro. Il Comune di Seriate l’ha già aiutata una volta, ora la 39enne spera che i Servizi sociali possano farlo di nuovo.

C’è una figlia di 15 anni da mantenere, un figlio di 20 che lavora ma non riesce a contribuire alle spese. Una possibile via d’uscita ci sarebbe: la vendita della casa di Pedrengo dove la donna viveva con il marito e i figli. Ma l’uomo, ora in carcere, non ha mai voluto firmare. Il mutuo è rimasto e l’appartamento probabilmente finirà all’asta.

Presto anche il processo

Nei prossimi giorni, Daniela sarà parte civile al processo per tentato omicidio. Ma in aula non entrerà. Non vuole rivedere l’uomo che ha cercato di ucciderla. Il 31 gennaio, invece, comparirà davanti alla commissione Inail per la valutazione dell’invalidità. Una speranza, forse, per rendere più semplice trovare un lavoro.

La paura non se n’è mai andata del tutto. Il timore che il marito, una volta fuori dal carcere, possa rifarsi vivo c’è. Ma oggi la priorità è una sola, quella di trovare il prima possibile un’occupazione senza troppe pretese: «Un lavoro qualsiasi, compatibile con la funzionalità della mia mano. A me basta lavorare e avere i soldi per mantenere me e i miei figli».