Dopo oltre un anno

Sparo nel cuore di Stezzano, arrestato il presunto responsabile

Dalle testimonianze ai filmati delle telecamere, fino al ritrovamento della pistola sotterrata in un'aiuola: i xarabinieri hanno ricostruito l'intera vicenda iniziata nell'aprile 2025

Sparo nel cuore di Stezzano, arrestato il presunto responsabile

Per oltre un anno quel colpo di pistola esploso nel centro di Stezzano è rimasto una vicenda dai contorni incompleti. Si sapeva che qualcuno aveva sparato, ma mancavano prove sufficienti per ricostruire con precisione quanto accaduto. Ora, al termine di una lunga indagine dei carabinieri della stazione di Stezzano, coordinata dalla Procura di Bergamo, è arrivata una svolta: un uomo di 52 anni è stato arrestato con l’accusa di tentata estorsione aggravata con l’uso di un’arma da fuoco, mentre la pistola utilizzata quella sera è stata ritrovata e sequestrata.

I fatti risalgono alla sera del 22 aprile 2025. Alcuni residenti segnalarono ai militari un forte boato proveniente da via Canonici, nei pressi del civico 52. Quando i carabinieri arrivarono sul posto raccolsero le testimonianze di due giovani che si trovavano nelle vicinanze della sede del Circolo del Partito Democratico: raccontarono di aver sentito distintamente uno sparo e di aver visto un uomo uscire di corsa dal cortile di un’abitazione, inseguito da un secondo individuo armato di pistola. Nonostante il sopralluogo non avesse restituito, nell’immediato, elementi decisivi, gli investigatori decisero di approfondire ogni pista.

Con il passare dei mesi è emerso che il bersaglio del colpo era un uomo del 1987, residente a Stezzano e già noto alle forze dell’ordine, riuscito a fuggire senza essere colpito. Secondo la ricostruzione investigativa, all’origine dell’aggressione ci sarebbe un presunto debito di circa 1.700 euro legato a precedenti cessioni di sostanze stupefacenti.

Le indagini si sono sviluppate attraverso testimonianze, analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e rilievi tecnici. Proprio questi ultimi hanno permesso di recuperare, all’interno di un tombino in piazza Libertà, un bossolo calibro 9 millimetri compatibile con il colpo esploso e di individuare il foro lasciato dal proiettile su una parete affacciata sul luogo dell’episodio. Le telecamere hanno inoltre documentato gli spostamenti del presunto aggressore, il tentativo di disfarsi di elementi utili alle indagini, un cambio d’abito effettuato in un esercizio pubblico per rendere più difficile la sua identificazione e la successiva fuga nel Sud Italia.

Le successive attività investigative hanno consentito di raccogliere ulteriori elementi, che hanno portato il giudice per le indagini preliminari di Bergamo a disporre la custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo del 1974, residente a Stezzano e originario di Milano, già noto alle forze dell’ordine. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri il 30 aprile scorso, quando l’uomo è stato trasferito nel carcere di Bergamo.

L’inchiesta è poi proseguita anche dopo l’arresto. Grazie alle indicazioni fornite dallo stesso indagato, i militari hanno recuperato il 30 giugno una pistola Beretta calibro 9 corto, con undici cartucce, nascosta sottoterra in un’aiuola vicino alla sua abitazione. Secondo gli investigatori sarebbe proprio l’arma utilizzata per sparare quella sera di aprile. La pistola è stata sequestrata e sarà sottoposta agli accertamenti balistici disposti dall’autorità giudiziaria.