In Alta Val Brembana

A Santa Brigida la scuola primaria chiude i battenti. Questione di numeri (e di soldi)

Fumata nerissima dopo l’incontro con Patrizia Graziani dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo. Il sindaco Manuel Rossi: «Continueremo a crederci fino all’ultimo, ma ci hanno dato poche speranze»

A Santa Brigida la scuola primaria chiude i battenti. Questione di numeri (e di soldi)
Val Brembana e Imagna, 31 Gennaio 2020 ore 16:35

di Giambattista Gherardi

È tutta una questione di numeri, tremendamente poveri negli uffici anagrafe dei Comuni e nei bilanci dell’Ufficio Scolastico Regionale. La bassa natalità e lo spopolamento dei piccoli paesi dell’Alta Val Brembana sono all’origine dell’ennesima battaglia (persa) per la riorganizzazione delle scuole dell’obbligo e delle scuole dell’infanzia, che nei prossimi anni scolastici vedranno ulteriormente restringersi il numero delle sedi. Di queste ultime ore è la notizia che gli organi preposti a livello regionale e provinciale hanno deciso di decretare la chiusura anche per il plesso scolastico di Santa Brigida, comunità di poco più di 500 abitati che compone la Valle Averara insieme a Cusio e Averara. Mercoledì 29 gennaio si è tenuto a Bergamo l’incontro del sindaco Manuel Rossi e del suo omologo Andrea Paleni di Cusio (i cui bambini pure frequentano la primaria a Santa Brigida) con la dirigente Patrizia Graziani dell’Ufficio Scolastico Provinciale e l’esito è stato, per i valligiani, assolutamente negativo: la scuola di Santa Brigida deve chiudere.

Il municipio di Valnegra, ospita anche Scuola dell’Infanzia e Asilo Nido

«Attualmente – conferma il primo cittadino – nella nostra scuola ci sono 13 bambini, formalmente in un’unica pluriclasse, che grazie alla disponibilità e alla passione delle due insegnanti svolge di norma lavoro differenziato in due “sottosezioni”. Nel prossimo anno scolastico il numero è destinato a scendere a 11 unità, ma, come sottolineato con forza alla dirigente Graziani, nei prossimi anni andiamo incontro a un aumento significativo: 14, 16 e addirittura 22 bambini. In virtù di questa tendenza abbiamo sviluppato un progetto articolato in coordinamento con la dirigenza dell’Istituto comprensivo locale, che prevedeva per esempio il tempo prolungato su tre pomeriggi settimanali in modo da lasciare il sabato libero alle famiglie. Tutto questo si scontra, secondo quanto ci è stato spiegato, con le necessità di bilancio dell’Ufficio Scolastico Regionale, che non ha le forze per mantenere una scuola con soli 11 alunni. L’invito è stato quello, da subito, di coordinarci con gli altri sindaci della zona e il probabile, unico indirizzo, sarà quello di convogliare i ragazzi di Santa Brigida e Cusio verso la primaria di Olmo al Brembo, già frequentata anche dai ragazzi di Averara».

Fra le considerazioni emerse negli ultimi tempi, anche il fatto che l’edificio scolastico è stato oggetto di alcuni interventi che ne hanno consentito la messa a norma energetica e antisismica. «Le difficoltà che si vivono in montagna – sottolinea Rossi – sono davvero tante e la scuola, così come i dati in controtendenza che abbiamo presentato, è un segnala di speranza concreto. Chiuderla significa infliggere un colpo durissimo anche e soprattutto alle giovani famiglie che negli ultimi anni hanno deciso, con non pochi sacrifici, di continuare a vivere in Alta Valle». A far compagnia alla scuola di Santa Brigida, a livello di chiusure, ci sarà anche Roncobello, dove l’inevitabile decisione è già stata metabolizzata da tempo: qui i bambini non arrivano nemmeno alla soglia minima di dieci indicata dalla legge per i comuni di montagna. I bambini in questo caso frequenteranno le scuole a Piazza Brembana, dove già confluiscono anche gli alunni di Valnegra e Moio de’ Calvi.

i bambini dell’asilo di Moio de’ Calvi negli anni ’30

Il risiko di numeri, plessi e alunni, si allarga anche alle scuole dell’Infanzia, dove la partita più intricata si sta giocando fra Piazza Brembana, Lenna e Valnegra. In quest’ultimo centro verrà infatti chiuso, per volere dell’Ufficio Scolastico Regionale, l’attuale asilo statale ospitato nella palazzina del Municipio, con accorpamento all’asilo, pure statale, di Lenna.

In questo comune, retto dal sindaco Johnatan Lobati che è anche presidente della Comunità Montana, potrebbe nascere di conseguenza un vero e proprio “polo 0-6 anni”. L’idea infatti è quella di far confluire a Lenna anche i bambini della Scuola dell’Infanzia parrocchiale di Piazza Brembana (che chiuderebbe i battenti a partire dall’anno scolastico 2021-2022) e quelli dell’Asilo Nido di Valnegra (gestito dalla Cooperativa In Cammino), a oggi pure ospitato nei locali del Comune retto dal sindaco Virna Facheris. Condizione messa sul tavolo per completare il domino è però la chiusura della primaria di Lenna, con i ragazzi di Moio, Valnegra, Roncobello, Piazza Brembana e, appunto, Lenna tutti a Piazza Brembana. “L’Asilo Nido di Valnegra – conferma Facheris – nel 2020/21 resterà a Valnegra e scenderà a Lenna nel 2021/2022 solo se arriveranno la chiusura annunciata della Scuola dell’Infanzia parrocchiale di Piazza Brembana ed il trasferimento a Piazza Brembana dei bambini della scuola primaria di Lenna”. A Valnegra (che i valligiani definiscono «la Sorbona dei Gogis» per la storica presenza del Collegio) resterebbe, come attualmente avviene, la scuola media.

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