Cronaca
La politica bergamasca

Spunti e polemiche della settimana La lista Tentorio difende le Popolari

Spunti e polemiche della settimana La lista Tentorio difende le Popolari
Cronaca 23 Gennaio 2015 ore 12:17

Riassumiamo i principali temi del dibattito politico bergamasco, con relative polemiche, nella settimana che si è appena conclusa.

La Lista Tentorio chiede chiarimenti sulla riforma delle banche popolari

In vista del prossimo Consiglio comunale, la Lista Tentorio ha presentato un ordine del giorno urgente per discutere la nuova riforma approvata dal Consiglio dei Ministri, che prevede la trasformazione entro 180 giorni delle banche cooperative in società per azioni. Nel documento del gruppo di centrodestra si legge: «Tale provvedimento riguarda ovviamente anche UBI Banca e Banco Popolare, gli storici istituti di credito della Comunità Bergamasca e riteniamo che la struttura cooperativa, con il voto capitario, realizzi da sempre un più stretto contatto con il territorio attraverso la presenza di un gran numero di soci e che l'economia bergamasca abbisogni di istituti di credito che abbiano particolare attenzione al suo territorio, alle imprese, ai suoi risparmiatori». L'auspicio dei firmatari Danilo Minuti, Davide De Rosa e Franco Tentorio è «che il Parlamento e il Governo rivedano il contenuto del predetto Decreto Legge, mantenendo per le banche cooperative e quindi anche per UBI-Banca e Banca Popolare l'attuale struttura societaria».

Interpellanza urgente sull'ex scuola di Magistratura

L'amministrazione Tentorio aveva ottenuto dal ministro della Giustizia, allora Annamaria Cancellieri, l'impegno a sostenere il Comune nella stipula di un contratto di locazione nei locali che a suo tempo erano destinati alla Scuola di Magistratura in via Sant'Alessandro. L'utilizzo sarebbe servito per il completamento della sede del Tribunale di Bergamo, e la proprietà, una società della Curia di Bergamo, aveva dato la disponibilità per un canone contenuto.

La lista dell'ex Sindaco lunedì scorso ha presentato un'interpellanza per chiedere se i lavori siano proseguiti, soprattutto perché, come si legge nel documento: ”le nuove aule sono indispensabili per un'organizzazione finalmente sufficiente del Tribunale di Bergamo che, dopo la chiusura dei Tribunali periferici, svolge un'importante funzione per la Giustizia a favore dell'intera Provincia”.

In vista dell'imminente visita dell'attuale guardasigilli, Andrea Orlando, il gruppo di opposizione interroga Giorgio Gori: «Per sapere se – utilizzando anche tale circostanza – intende ottenere dal Governo le necessarie assicurazioni per sbloccare una situazione che sembrava risolta fin dalla scorsa primavera e che invece non ha fatto passi avanti dopo l'entrata in carica della nuova Amministrazione».

Duro scontro tra l'amministrazione e i sindacati di Polizia locale

Si è parlato molto nelle scorse settimane delle proteste dei sindacati di Polizia Locale, in molte città d'Italia, da Roma a Bergamo, ci sono state manifestazioni e scioperi; principale elemento di disagio sono gli straordinari resi quasi obbligatori, e l'inadeguatezza degli stipendi. Il coordinatore delle Rappresentanze Sindacali Unitarie comunali, Enrico Togni, ha inviato a Bergamonews una lettera aperta rivolgendosi con toni decisamente accesi al vicesindaco Sergio Gandi, commentando i turni festivi che sono ora oggetto di una causa al Tribunale del lavoro.

Il vicesindaco nei giorni precedenti aveva dichiarato: «Credo che il dialogo vada chiesto prima di andare in tribunale e anche prima di proclamare lo stato di agitazione. Ora c’è un giudice che deve decidere: discutere tra noi della stessa questione rischia di essere inutile». Ma Togni accusa: «Le sarà noto che le Rappresentanze Sindacali debbono confrontarsi con l’Istituzione Amministrazione Comunale a prescindere dal possibile cambio di guardia nella rappresentanza politica Amministrativa. Chi, subentrando nella guida dell’amministrazione, viene a conoscenza delle situazioni in essere e non agisce in modo discontinuo rispetto al predecessore, implicitamente ne approva l’operato. Nel tempo la nostra posizione è sempre stata molto precisa, come quella dell’Amministrazione del resto, questo nonostante l’avvicendamento politico intervenuto».

Il coordinatore sindacale elenca una serie di casi in cui i dipendenti sono stati costretti a turni molto più lunghi di quelli ordinari e pone una domanda: «Affermare candidamente che viene applicata la normativa contrattuale, laddove i lavoratori turnisti, dati alla mano, hanno l’obbligo di lavorare 27 ore in più dei colleghi non turnisti, non le sembra un po’ azzardato?».

La risposta di Gandi non si è fatta attendere, e sempre con una lettera aperta ha deciso di rispondere, lamentando i toni sopra le righe del suo interlocutore: «La lettera aperta, che  ho ricevuto via e-mail dal coordinatore della RSU in ordine alla vertenza proposta da alcuni agenti della Polizia Locale, ha nei miei riguardi toni e contenuti altamente polemici, benché abbia personalmente scelto, nei giorni scorsi, di contenere le dichiarazioni e di ribadire in ogni occasione il pieno rispetto per le Organizzazioni Sindacali e per i lavoratori interessati. Ripeto per l’ennesima volta che il confronto ed il dialogo costituiscono per il sottoscritto e per l’Amministrazione un valore assoluto». «La decisione da cui ha tratto origine la vertenza – spiega il vicesindaco - è stata assunta durante il mandato della precedente Amministrazione, quando stavo all’opposizione. Non ricordo lettere ed articoli dello stesso tenore di quelli odierni verso l’Assessore di allora. La decisione allora assunta – continua Gandi - (gli agenti turnisti che lavorano in giorni festivi infrasettimanali non possono più cumulare indennità di turno e riposo compensativo, vale a dire un trattamento compensativo doppio) è dipesa dall’interpretazione delle norme del contratto nazionale che è divenuta pressoché unanime».

Il vicesindaco ha risposto infine nel merito dell'accusa: «Pur lasciando i tecnicismi all’ambito giudiziario, mi permetto di rilevare che, al di là dell’anno 2014, i lavoratori turnisti – come ben sa l’estensore della lettera – osservano un orario settimanale che è di 35 ore, a differenza dei colleghi che di ore ne fanno 36».

Lega Nord in piazza contro il Ministro Orlando

Continua la battaglia della Lega Nord per la richiesta di grazia ad Antonio Monella, imprenditore bergamasco in carcere per aver ucciso un ladro nel cortile di casa, nonostante il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sia dimesso senza esprimersi sulla vicenda. In occasione della presenza del Ministro della Giustizia Orlando a Bergamo, lunedì 26 gennaio, come relatore al convegno “La sfida di una giustizia più efficente”, i sindaci leghisti hanno annunciato una manifestazione in piazza. Il guardasigilli, infatti, non ha mai firmato la richiesta di grazia nonostante diversi pareri favorevoli, come quelli del magistrato di Sorveglianza e della Procura generale.

L'iniziativa di protesta è stata promossa dal segretario provinciale del Carroccio, Daniele Belotti, il quale non ha risparmiato qualche attacco agli avversari politici: «I nostri sindaci saranno in piazza perché vogliono chiedere un incontro al ministro della Giustizia. I Consigli comunali che guidano hanno votato una delibera con la richiesta di grazia per Antonio Monella e quindi esigono spiegazioni. Da notare che a questo incontro, organizzato da una corrente di partito, partecipa anche il presidente del tribunale di Bergamo. L'Ordine degli avvocati l'ha inserito anche nei seminari di formazione con due crediti. Mi dispiace solo per i poveri avvocati, magari non di centrosinistra, costretti a fare le truppe cammellate del Pd per due soli maledetti crediti».