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La politica bergamasca

Spunti e polemiche della settimana Tiene banco la sicurezza in città

Spunti e polemiche della settimana Tiene banco la sicurezza in città
Cronaca 14 Febbraio 2015 ore 16:10

Riassumiamo i principali temi del dibattito politico bergamasco, con relative polemiche, nella settimana che si è appena conclusa.

Benigni (FI) chiede più sicurezza, il vicesindaco Gandi: «Si rivolga alla Polizia»

Il Consigliere comunale di Forza Italia, Stefano Benigni, ha sollevato il problema dei furti nelle abitazioni rilevato nel quartiere della Clementina attraverso un’interpellanza. In particolare ha segnalato un furto subito da una studentessa fuori sede che in quei giorni era tornata a casa dai parenti, dato che l’episodio risale alle feste natalizie. A seguito delle segnalazioni dei residenti, la polizia locale ha organizzato diversi controlli, sia in centro città che nei quartieri più periferici. Ma a preoccupare è la possibilità che esistano uno o più gruppi organizzati di criminali, che studiano per diversi giorni le proprie vittime, per poi colpire al momento più opportuno.

All’interpellanza ha risposto il vicesindaco Sergio Gandi, il quale ha elogiato il lavoro svolto dagli agenti: «L’attività posta in essere dalla Polizia Locale è di indubbia rilevanza sotto il profilo quantitativo, come i dati recentemente comunicati in ordine alle diverse articolazioni della sua azione sul territorio cittadino dimostrano». Sucessivamente è anche entrato nel merito della questione sollevata da Benigni: «Rileviamo una discrasia tra le premesse dell’interpellanza, in cui si fa riferimento ad un furto intervenuto in un giorno non specificato durante le feste natalizie, e le conclusioni a cui giunge l’interpellante, molto generiche. Egli fa riferimento alla probabile presenza nella zona di una banda di malviventi, a sempre più frequenti episodi di criminalità, ad un insistente andirivieni di personaggio poco raccomandabili: nulla di specifico, nessun dato a supporto, ma la mera certezza, di cui non sono resi noti i presupposti, che vi sia un fenomeno specifico nel quartiere della Clementina». Il vicesindaco ha poi concluso con una leggera vena polemica: «Le domande del sottoscrittore dell’interpellanza celano, dietro ad un’apparente puntualità, la volontà di ottenere dall’Amministrazione risposte che competono, in ragione delle funzioni svolte, più alle Autorità di Pubblica Sicurezza Provinciali».

Niente sgombero della Cascina Ponchia

Le opposizioni hanno ripetutamente, negli ultimi mesi, sollecitato il Comune di Bergamo affinché intervenisse in merito alla situazione della Cascina Ponchia, sita nel quartiere Monterosso e da ormai più di un anno occupata da alcuni membri di un collettivo sociale. Negli scorsi dibattiti si era messa in luce la contrapposizione tra chi denunciava il superamento del limite della sopportazione da parte dei residenti e chi, invece, sottolineava l’assenza di esposti o segnalazioni di qualsiasi genere alle autorità.

Questa settimana, il capogruppo della Lega Nord, Alberto Ribolla, ha presentato l’ennesima interpellanza, segnalando anche una lettera pubblicata il 12 gennaio sul L’Eco di Bergamo e firmata da un gruppo di residenti di via Ponchia, stanchi della convivenza forzata con gli occupanti. Secondo quanto riportato nella lettera, «gli occupanti abusivi autogestiscono tra l’altro una sorta di ristorazione e servizio bar aperto tutta la notte, senza soluzione di continuità, con “simpatiche” conseguenze, come un via vai ininterrotto di ubriachi che urinano sotto le nostre finestre, con cumuli di spazzatura e fastidiose inalazioni, e con insulti irripetibili se chiedi di poter dormire almeno qualche ora». Ribolla ha interrogato l’assessore e vicesindaco Sergio Gandi per sapere «se tuttora ritenga che i cittadini del quartiere di Monterosso convivano con il centro sociale abusivo che si è creato e se può ancora affermare che nessuna segnalazione di negatività sia pervenuta dai residenti». E, soprattutto, «se non intenda procedere ad alcuno sgombero».

La risposta del vicesindaco non è stata molto diversa dalle precedenti, evidenziando come già durante l’amministrazione Tentorio non fosse stato possibile svolgere uno sgombero: «Come le autorità competenti hanno all’epoca segnalato e ribadito anche negli ultimi giorni, laddove l’amministrazione comunale all’epoca interessata allo sgombero avesse voluto che fosse posto in essere, avrebbe dovuto adottare un’apposita ordinanza che l’allora Sindaco Tentorio non ha ritenuto di adottare, presumibilmente per non ingenerare i problemi di ordine pubblico che le attività di sgombero, com’è noto, producono sul territorio interessato e sull’intero territorio cittadino». La via più plausibile pare essere quella del dialogo, sebbene le difficoltà siano evidenti: «Lungi da me sottovalutare la gravità dei fatti riferitimi – ha continuato Gandi -. Ho disposto il monitoraggio della Cascina Ponchia e la verifica delle situazioni denunciate. È mia intenzione inoltre farmi parte diligente per incontrare personalmente gli occupanti della Cascina Ponchia ed instaurare un dialogo volto a contenere, se possibile, gli effetti della loro presenza sul quartiere». Sull’ipotetico utilizzo della Cascina in seguito ad un eventuale sgombero, però, rimangono molti dubbi: è confermata la destinazione sociale, ma l’assessore non è stato in grado di indicare quale sia il progetto specifico pensato per essa, lasciando più di un dubbio sul fatto che esista realmente un progetto al riguardo.

La ZTL in via Monte Nero e quel paletto che blocca gli addetti della BAS

Lo scorso dicembre è stato montato un paletto che impedisce il transito in via Monte Nero, tra via Zelasco e Piazza della Libertà. Questo passaggio era però utilizzato dagli addetti della BAS (Bergamo ambiente e servizi), in particolare per raggiungere con il furgone l’immondizia depositata dal Bar Borsa. Gli operatori addetti al ritiro si sono rifiutati di svolgere questo incarico senza il furgone e non è possibile per gli esercenti portare la spazzatura nei pressi del paletto, in quanto il muro adiacente appartiene all’edificio INPS e le grate sul suolo sono uscite di sicurezza da mantenere libere.

Il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Andrea Tremaglia, ha presentato un’interpellanza, auspicando un intervento della Giunta: «Chiedo all’Amministrazione comunale se non sia il caso di tutelare differentemente la ZTL racchiusa nei paletti, permettendo comunque agli addetti BAS di raggiungere la spazzatura da ritirare, e quali provvedimenti sia diversamente intenzionato ad adottare a riguardo». Hanno risposto gli assessori Stefano Zenoni e Leyla Ciagà, comunicando che a seguito di alcune verifiche non risultano reali impedimenti al servizio della BAS: «L’azienda Aprica S.p.A. segnala che non sono presenti impedimenti al regolare svolgimento del servizio di raccolta rifiuti e pulizia. I mezzi sono in gradi di arrivare fino al paletto in questione, ma qualora si rendesse necessario l’accesso alla piazza, gli operatori dispongono già ora del lucchetto che fissa il paletto al suolo».

Buche sulla carreggiata in via Borgo Palazzo, mancano i soldi

La Lista Tentorio, insieme a Fratelli d’Italia, ha evidenziato il problema del manto stradale di via Borgo Palazzo, in particolare nel tratto compreso tra Piazza Sant’Anna e via Frizzoni: «È impossibile per gli automobilisti evitare tali buche – si legge nell’interrogazione – considerate le ridotte dimensioni della carreggiata e il rischio potenzialmente molto alto per motociclisti e ciclisti». La scorsa amministrazione aveva destinato a quel tratto di strada uno stanziamento di 700mila euro per il 2015 e, ora che quel gruppo consiliare è all’opposizione, chiede se l’attuale Giunta abbia intenzione di intervenire, preferibilmente coinvolgendo anche residenti e commercianti.

L’assessore ai lavori pubblici Marco Brembilla ha confermato che «il tratto di strada in questione effettivamente richiede un intervento radicale che deve necessariamente passare attraverso un percorso partecipato con i residenti e commercianti». Tuttavia, l’ostacolo principale è, come sempre, la scarsità di risorse economiche del Comune da destinare alle opere pubbliche. L’opera, perciò, sarà inserita nell’elenco di opere “suscettibili di attivazione a seguito d’individuazione di risorse aggiuntive alla programmazione”. «Questo non significa disinteresse rispetto all’opera, né mancanza di manutenzione fino al rifacimento – ha concluso Brembilla -, ma che c’è la necessità di coinvolgere la rete di quartiere al fine di ottimizzare le risorse».

La denuncia della Lega Nord sull’aumento di lavavetri e parcheggiatori abusivi

Il capogruppo della Lega Nord, Alberto Ribolla, ha presentato un’interrogazione per denunciare l’aumento di parcheggiatori abusivi, mendicanti e lavavetri in molte zone di Bergamo: «Negli ultimi mesi, in diversi quartieri della città, sono aumentati esponenzialmente i lavavetri, gli accattoni ed i posteggiatori abusivi – scrive Ribolla -. In particolare nei quartieri di Campagnola e di Colognola, in prossimità della circonvallazione, ma anche in tante altre zone della città sono presenti, in numero sempre più evidente, lavavetri e questuanti; i lavavetri, di varie nazionalità, ma principalmente dell’est Europa, sono sempre più aggressivi, “pulendo” i vetri nonostante il diniego dei conducenti ed insultando anche gli autisti che si rifiutano di dar loro delle monete». Secondo il consigliere il lavoro svolto dalla Polizia Locale non sarebbe attualmente sufficiente: «Questi fenomeni stanno diventando sempre più insistenti e fastidiosi, ed in taluni casi preoccupanti vista l’aggressività dei soggetti, in particolare nei confronti delle donne».