La politica bergamasca

Spunti e polemiche della settimana Chi rimedia alle buche nelle strade?

Spunti e polemiche della settimana Chi rimedia alle buche nelle strade?
28 Febbraio 2015 ore 14:38

Riassumiamo i principali temi del dibattito politico bergamasco, con relative polemiche, nella settimana che si è appena conclusa.

Fontana: il problema delle buche sulle strade di Bergamo ha origine a Roma

Nelle scorse settimane era sorto, in Provincia e in comune a Bergamo, il problema delle numerose buche presenti sulle strade, che mettono in pericolo l’incolumità degli automobilisti e rovinano le sospensioni delle auto. Il Presidente dell’amministrazione di via Tasso, Matteo Rossi (Pd), aveva già spiegato che la situazione attuale deriva dalla totale mancanza di fondi dedicati alla manutenzione del manto stradale nei bilanci della gestione precedente, che aveva a capo il leghista Ettore Pirovano. Ora è il deputato di Forza Italia eletto a Bergamo, Gregorio Fontana, ad accusare direttamente la gestione dei fondi che viene fatta a Roma: «Lo Stato trattiene a Roma un milione da investire nella manutenzione delle strade della nostra Provincia», ha dichiarato.

Fontana ha presentato un’interrogazione ai ministri competenti, chiedendo di sbloccare i fondi che provengono dai proventi delle sanzioni applicate dagli agenti, e che spetterebbero all’ente proprietario della strada. Con Fontana anche il consigliere provinciale Jonathan Lobati: «A mio parere, una soluzione per evitare l’ennesima misura vessatoria contro gli automobilisti bergamaschi esiste già. L’art. 142 del Codice della Strada infatti parla chiaro: il 50% degli introiti raccolti dai vari rilevatori di velocità già presenti lungo le strade provinciali deve essere versato alla Provincia. Questa soluzione permetterebbe alla Provincia di Bergamo di avere risorse da utilizzare per gli interventi urgenti di manutenzione stradale, oggi di grande attualità, senza istallare nuovi presidi di rilevamento».

Recupero Montelungo e Riuniti, l’opposizione esce dall’aula durante il Consiglio

La decisione di creare un nuovo polo universitario all’interno dell’ex Caserma Montelungo e di destinare l’ex Ospedale all’Accademia della Guardia di Finanza ha scatenato nei giorni scorsi aspre critiche nei confronti della giunta Gori. L’accusa principale, ribadita in consiglio comunale il 23 febbraio, è quella di aver agito con troppa fretta, escludendo dalla discussione chi non fa parte della maggioranza. Durante la seduta, Andrea Tremaglia (Fdl) ha però dovuto riconoscere il punto a favore della giunta: «È un bel progetto» – ha detto Tremaglia – «ma presentato in modo arrogante. Il protocollo è già stato firmato senza che noi ne sapessimo qualcosa, è una mancanza di rispetto nei confronti di chi ci ha votato».

Dal canto suo, il sindaco Giorgio Gori ha ribadito le potenzialità dell’iniziativa, sottolineando anche il cambio di rotta dell’opposizione, che solo fino a poche settimane fa accusava l’amministrazione di immobilismo: «Se facessimo modifiche si rimetterebbe in discussione tutto, mi sembra un’occasione persa quella della minoranza di cogliere quanto di bello stiamo facendo per questa città. Trovo paradossale che dopo anni in cui non si è fatto nulla, ora veniamo accusati di andare troppo spediti».

È intervenuto con un comunicato anche il consigliere di Patto Civico, Simone Paganoni, che ha respinto le accuse al mittente: «Veniamo accusati di arroganza (dal consigliere Minuti) e addirittura di avere tenuto un “atteggiamento fascista” (scritta su una pagina FB dal capogruppo della Lega Nord Ribolla). Accuse francamente assurde, che vorrei confutare una volta per tutte. Il precedente accordo – continua Paganoni – fu discusso e votato in Consiglio comunale nel maggio del 2012. La proposta di riqualificazione delle caserme Montelungo\Colleoni […] fu formalmente consegnata al Demanio da parte dell’Amministrazione Tentorio senza che fosse minimamente condivisa con il Consiglio. Noi per tutto questo non li accusammo mai di tenere un atteggiamento fascista, e al contrario loro, rimanemmo in aula fino alla fine. Spiace solo constatare che, di tutto questo. qualcuno se ne sia dimenticato – conclude – e che oggi accusino noi di arroganza, giusto al termine della presentazione in aula di un progetto che loro non ci presentarono mai!».

Tentorio chiede informazioni sulla ristrutturazione di Sant’Agata

I consiglieri comunali della Lista Tentorio, Danilo Minuti, Franco Tentorio e Davide De Rosa, hanno presentato un’interpellanza urgente per chiedere quale sarà il prossimo passo per decidere il destino di Sant’Agata, in Città Alta. Nel documento si legge: «Abbiamo appreso ormai tre settimane or sono che il bando pubblico per la ristrutturazione di Sant’Agata si è chiuso con la presentazione di un’offerta che potrebbe davvero essere di grande interesse per la città, come testimoniato anche dalla recente intervista di Aldo Ghilardi, rappresentante storico del Circolino». La richiesta è volta soprattutto a conoscere il contenuto dell’offerta e a sapere se la Giunta abbia espresso un giudizio in merito: «Interpelliamo il signor Sindaco per sapere se si è proceduto all’apertura della busta contenente l’offerta, quale sia esattamente il contenuto e se l’Amministrazione sia in grado di esprimere un giudizio di massima sull’offerta espressa».

Incrocio pericoloso tra via Frizzoni e vicolo San Giovanni

Il Consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Tremaglia ha presentato un’interrogazione per sollecitare un intervento dell’amministrazione sull’incrocio tra via Frizzoni e vicolo San Giovanni. Il pericolo descritto riguarda il tratto di via Frizzoni tra la Rotonda del Galgario e l’incrocio con via Pignolo, dov’è presente una pista ciclabile sul marciapiede, che mette in pericolo pedoni e ciclisti per il traffico continuo di auto provenienti dal vicolo San Giovanni.

La risposta dell’assessore alla mobilità Stefano Zenoni è stata rassicurante: «Sarà verificata la possibilità di potenziare la segnaletica stradale in luogo, per quanto possibile. In ogni caso si precisa che la segnaletica esistente al momento è in buono stati di manutenzione». Eventuali opere di modifica della viabilità saranno considerate sicuramente quando cominceranno i lavori di ristrutturazione della Caserma Montelungo: «Pensando ad un futuro che immagino non lontano, verranno realizzate delle opere di raccordo con il circondario, verrà rivisto in maniera più incisiva il sistema dei percorsi, affrontando il nodo della connessione tra l’area Montelungo e Parco Marenzi».

La Lega Nord raccoglie duemila firme contro l’accoglienza dei profughi all’ex Gleno

Sabato scorso si è svolta fuori dall’ex Gleno un’altra manifestazione della Lega Nord, che ha ribadito la sua contrarietà all’accoglienza dei circa 70 profughi che sono attualmente all’interno dell’ex Gleno, Secondo quanto dichiarato da Massimo Bandera e Alberto Ribolla, è presente uno squilibrio negli aiuti dati ai cittadini italiani in difficoltà, che sarebbero meno tutelati, di chi invece arriva da fuori i confini: «Negli ultimi mesi nella nostra provincia sono stati già accolti oltre mille immigrati clandestini dell’operazione “Mare Nostrum”  per una spesa che ha superato i quattro milioni di euro a carico dei contribuenti bergamaschi (solo di assistenza). Ovviamente ai nostri cittadini (tra cui gli immigrati regolari che hanno ottenuto la cittadinanza) che si trovano in condizioni disperate perché sfrattati, disoccupati o esodati, non resta altro che dormire in macchina o per strada sulle panchine. Ci hanno spiegato che vanno accolti perché sono tutti profughi, ma più della metà, consapevole di non esserlo, si è già dileguata, mentre, per i rimanenti, in pochissimi hanno ottenuto lo status di rifugiato».

Le firme, raccolte negli ultimi mesi, sono state presentate al sindaco, al prefetto e al presidente della Casa di Riposo: «I cittadini – concludono i rappresentanti del Carroccio – con convinzione chiedono di rispettare lo statuto della Casa di riposo, che prevede l’esclusivo aiuto agli anziani ed indigenti bergamaschi, e di aiutare prima i nostri anziani che non riescono ad arrivare a fine mese o a permettersi la retta».

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