Oltre l'emergenza

Caso meningite, come stanno gli altri infettati (la ragazza è guarita, due sono ancora ricoverati)

Caso meningite, come stanno gli altri infettati (la ragazza è guarita, due sono ancora ricoverati)
06 Gennaio 2020 ore 19:30

Resta in gravi condizioni e in prognosi riservata, ma non rischierebbe più la vita il sedicenne di Castelli Calepio che, sabato 4 gennaio pomeriggio, è stato ricoverato d’urgenza al Papa Giovanni di Bergamo per meningite. Il ragazzo è la quinta vittima residente nell’area del Sebino in appena un mese e proprio il suo ricovero ha portato le autorità a indire una conferenza stampa in Prefettura domenica 5 gennaio per cercare di tranquillizzare la popolazione e dare maggiori info.

Sebbene sindaci del territorio, rappresentanti delle forze dell’ordine e vertici sanitari provinciali e regionali abbiano fornito indicazioni precise e chiesto a gran voce di non creare allarmismi, è ovvio che nei Comuni bergamaschi vicini al lago d’Iseo la preoccupazione sia molta. Gli ambulatori vaccinali sono stati presi d’assalto, con i vaccini che vengono somministrati però solo alla popolazione tra i 18 e i 60 anni.

Il presidio di Sarnico avrebbe dovuto concludere la campagna vaccinale oggi, lunedì 6 gennaio, ma data la situazione di emergenza si è deciso che continuerà l’attività anche martedì 7, giovedì 9 e venerdì 10 gennaio, dalle 9 alle 12.30, nel presidio della Guardia medica in via Faccanoni. Da martedì 7 a venerdì 10, inoltre, riaprirà il centro vaccini straordinario aperto nel municipio di Villongo con orario 13.30-16.30 per i residenti del Comune. Infine, verranno attivati anche gli ambulatori di Credaro, Gandosso e Predore.

Sebbene spesso letale, dalla meningite, fortunatamente, si può anche guarire. Lo dimostra il caso della sedicenne di Villongo che il 5 dicembre scorso, ovvero appena due giorni dopo la morte di Veronica Cadei, sua compaesana, è stata ricoverata d’urgenza al Papa Giovanni XXIII. «Ci sono rimasta per due settimane. I primi giorni sono stati i peggiori perché stavo proprio male», ha raccontato la giovane al Corriere Bergamo. Lei, fortunatamente, non è mai stata in pericolo di vita. «La febbre ha cominciato a scendere, a 38 e poi a 37 e io ho iniziato a sentirmi sempre meglio. Infine sono stata dimessa ancora prima di Natale, mi hanno detto che ero del tutto guarita e infatti sto bene». La ragazza, però, spiega anche che la paura, in quel di Villongo, è tanta: «Quando vado in giro per il paese mi accorgo che c’è qualcuno che mi evita, forse ha paura che possa essere ancora malata». Lei è guarita, ma è chiaro che le persone abbiano paura, anche e soprattutto per come si sta evolvendo la situazione nella zona.

È ancora ricoverato, infine, l’operaio 36enne sempre di Villongo che, a metà dicembre, ha contratto un’infezione da meningococco di tipo C. Dopo essere stato ricoverato ai Civili di Brescia in condizioni gravissime, piano piano la sua condizione è migliorata e ora è ricoverato nel reparto di Malattie infettive e non più in Terapia intensiva. Di giorno in giorno migliora e presto potrà tornare a casa.

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