Tra sicurezza e vivibilità

Stezzano vuol rifare il centro E il fornaio chiama alla guerra

Stezzano vuol rifare il centro E il fornaio chiama alla guerra
15 Settembre 2016 ore 05:30

Petizione, richiesta di incontro urgente all’Amministrazione comunale e minaccia di sciopero. Sono agguerriti i commercianti di piazza della Libertà, a Stezzano, in merito al progetto di rifacimento del centro: non vogliono che venga istituito il senso unico e che alcuni parcheggi vengano rimossi. Temono che, deviando il traffico, passi meno gente e che le loro attività ne risentano. Di firme ne hanno raccolte 1.100 e martedì 13 settembre le hanno depositate al protocollo insieme alla richiesta di un confronto con la giunta per discutere della questione. Se non verranno ascoltati sono pronti ad abbassare le serrande per tre giorni di fila.

 

 

La petizione è stata pensata e portata avanti soprattutto da Giovanni Ferrari, il panettiere che con l’Amministrazione “divide” la villa Grumelli Pedrocca, sede del municipio. Una parte dello stabile infatti è occupata dal laboratorio, dal silos della farina e dal forno. Per far conoscere a più persone possibile il dissenso dei commercianti, Ferrari negli ultimi 20 giorni ha infilato nei sacchetti, oltre alle michette, anche i volantini con i motivi della protesta e con l’invito a firmare la raccolta. «Istituire il senso unico da sud verso Bergamo – spiega il fornaio – vuole dire eliminare almeno il 50 per cento del traffico e questo indubbiamente ci metterà in crisi. Già siamo circondati dai centri commerciali, se in più ci tolgono parcheggi e viabilità rischiamo di chiudere».

 

 

Secondo l’Amministrazione il senso unico è necessario per tutelare la sicurezza dei pedoni e di coloro che si spostano in bicicletta. La strettoia davanti alla chiesa, che dalla piazza porta in via Dante, è effettivamente pericolosa per la mancanza di marciapiedi, sui muri degli edifici che si trovano ai lati sono ben visibili i segni lasciati dagli specchietti delle auto che, per poter passare in due, devono necessariamente rallentare e capita che i veicoli striscino contro le pareti. Una persona disabile non potrebbe transitare in sicurezza con la sedia a rotelle, idem una madre con una carrozzina o un passeggino (sulla strettoia tra l’altro si trovano una farmacia e un asilo nido, ndr). L’intento del Comune è anche quello di restituire la piazza ai cittadini, di farne un luogo di ritrovo, di socializzazione, un punto importante di incontro e di scambio.

«Noi la piazza la viviamo quotidianamente – ribadisce Giovanni Ferrari -, sappiamo che il maggior flusso di automobili arriva da Bergamo verso Verdello, non viceversa, come dicono quelli del Comune. Chi va nella Bassa infatti prende la circonvallazione, è difficile che passi dal centro. Pericoloso? Macché. Negli anni ’80, quando questa era la statale del Tonale e della Mendola, allora sì che passavano tantissimi mezzi. Oggi invece parliamo di traffico secondario».

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Il progetto prevede un restringimento della sede stradale della parte di carreggiata che taglia in due la piazza. Un adeguamento che consentirà di recuperare spazio da destinare ai pedoni, alle biciclette, ad aree dotate di panchine. Anche l’aiuola che si trova nei pressi della chiesa e che permette l’inversione di marcia e il transito del bus dell’Atb sarà tolta. Modifiche, queste, che inevitabilmente porteranno all’eliminazione di alcuni parcheggi. «Ne verranno tolti 14, tra i quali alcuni lungo la strada che sono pericolosi – spiega il sindaco Elena Poma -. Resteranno i 16 davanti alla banca e ne verranno creati di nuovi, circa 28, in un’area attualmente verde adiacente alla piazza. In pratica ci saranno più posti auto rispetto ad ora, ma saranno dislocati appena al di fuori del centro». «Ma quale area? – ribatte il fornaio – Non l’hanno ancora comprata. Devono capire che la piazza siamo noi commercianti, il centro vive grazie alle nostre attività e se ci fanno chiudere qui diventa un mortorio. Loro tra tre anni se ne vanno, noi invece resteremo qui con i nostri problemi».

Ferrari ha una proposta: «Lasciamo la viabilità così com’è e pensiamo di chiudere la piazza dalle 20 alle 24, rivitalizzandola con degli spettacoli, delle iniziative culturali. Di gente durante il giorno ce n’è, è la sera che non si vede in giro nessuno. Se Stezzano fosse un luogo turistico allora capisco la scelta di limitare il traffico, ma cosa viene a fare un turista qui, a vedere me? A vedere il campanile? Ma mi faccia il piacere! Sono d’accordo che a tutta quest’area serva una sistemata, ma bisogna farlo nel modo giusto e soprattutto condiviso con chi qui ci vive e ci lavora». Nei prossimi giorni la risposta dell’Amministrazione comunale.

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