Un'altra carneficina in Kenya

La strage dei “non musulmani”

La strage dei “non musulmani”
22 Novembre 2014 ore 11:45

Sabato mattina, nella contea di Mandera (nord-est del Kenya) si è verificata l’ennesima strage ad opera di alcuni miliziani appartenenti al gruppo somalo Shebab. Il bilancio delle vittime è di 28 persone uccise. Le prime ricostruzioni dicono che i miliziani hanno fermato un pullman diretto a Nairobi e fatto scendere tutti i passeggeri in strada. Poi, li avrebbero divisi tra musulmani e non. I fedeli di religione diversa al credo di Allah sarebbero stati costretti a leggere dei versetti del Corano prima di essere barbaramente assassinati. Sul bus viaggiavano circa 60 persone. Il capo della polizia regionale Noah Mwavinda ha subito confermato che i passeggeri uccisi sono stati 28 e di religione non musulmana. La carneficina è stata rivendicata dal portavoce dei terroristi: Cheikh Ali Mohamud Rage, che ha giustificato questo attacco come vendetta per i raid condotti dalla polizia kenyota in alcune moschee di Monbasa. Come ha ben spiegato Il Sole 24 Ore «L’attacco arriva una settimana dopo le tensioni nella città costiera di Mombasa, teatro di una serie di attacchi, dove le forze kenyote hanno fatto irruzione in alcune moschee usate – hanno denunciato – come magazzini per custodire armi».

Kenya e attentati. Quello di sabato mattina, 22 novembre, è solo l’ultimo di una lunga serie di attentati che si sono succeduti negli anni. E la convivenza di diverse religioni all’interno del Paese è un problema all’ordine del giorno. Soprattutto dal 2011, quando l’esercito del Kenya ha valicato il confine somalo per combattere i miliziani di Shebab, riuscendo a scacciarli dalle aree vicino al loro confine. L’attacco più violento ai danni del popolo kenyota è però del 16 giugno scorso, quando un piccolo esercito di Shebab aveva fatto irruzione in due alberghi di Mpekotoni, proprio mentre gli ospiti delle strutture si erano radunati insieme per vedere una partita dei mondiali di calcio. Qui, quasi 50 persone, tutti civili inermi, sono state massacrate sotto i colpi dei fucili islamici. Altro grande triste ricordo è l’attentato del settembre 2013 compiuto nel centro commerciale “Westgate” di Nairobi, dove sono state uccise decine e decine di civili.

Al-Shabaab. In lingua somala è anche conosciuto con i nomi ash-Shabaab, Hizbul Shabaab e Movimento di Resistenza Popolare nella Terra delle Due Migrazioni. Si tratta di un gruppo insurrezionale islamista attivo in Somalia. Questo movimento terroristico è nato in seguito alla sconfitta dell’Unione delle Corti Islamiche ad opera del Governo Federale di Transizione e dei suoi sostenitori, in primo luogo i militari dell’Etiopia, durante la guerra in Somalia. Da numerosi governi e servizi di sicurezza occidentali è considerata un’organizzazione terroristica, per la precisione la cellula somala di al-Qaeda. Uno degli obiettivi primari del gruppo è l’istituzione della regola della sharia come legge delle Stato somalo, oltre che il rovesciamento del Governo Federale di Transizione.

 

 

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