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«Strakosha, ora perdi tempo!» Il terrore dei laziali alla fine

«Strakosha, ora perdi tempo!» Il terrore dei laziali alla fine
Cronaca 09 Maggio 2018 ore 07:00

È iniziata con una levataccia all’alba che alla maggior parte dei tifosi non è servita nemmeno per vedere dal vivo il gol di Barrow, è finita con qualcuno dei bus a cena in Toscana, mentre sui treni di ritorno verso Milano ci si scervellava con classifica e possibili combinazioni di risultati alla mano. La domenica dei tifosi atalantini a Roma è stata, ancora una volta, uno splendido viaggio al seguito dei ragazzi di Gasperini e, a parte una serie infinita di moccoli per la mancata vittoria, i motivi per guardare con fiducia la prossima con il Milan sono tantissimi.

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Il viaggio verso Roma. I primi a lasciare la nostra provincia sono stati i sostenitori orobici che hanno scelto uno degli 8-9 bus organizzati da Curva Pisani, Club Amici e Chei de la Coriera. Circa cinquecento persone si sono messe in viaggio attorno alle 5-5.30 per raggiungere la capitale, preferendo il torpedone alla traversata in treno che da Milano, in circa 3 ore, porta a Roma Termini. Il clima, a bordo dei mezzi organizzati, è stato come sempre di grande fiducia e partecipazione con qualche sosta spezza-fame a mitigare l’attesa della sfida.

Chei de la Coriera, diversamente da altre volte, hanno scelto di programmare il “pit-stop” dedicato al cibo in una piazzola di sosta umbra e stavolta, invece dei soliti panini, Marco e Lissa hanno optato per pasta e riso freddo, prosciutto e salame, oltre a formaggio e dolci. Un banchetto nerazzurro volante allestito in un batter d’occhio che ha soddisfatto davvero tutti. L’appuntamento a Roma Nord con tutti gli altri mezzi è stato rispettato in pieno, ma il tempo dedicato dalla polizia capitolina ai controlli è andato ben oltre le aspettative.

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Primo tempo: dove sono i tifosi atalantini? La gara è iniziata in perfetto orario, ma nel settore ospiti c’erano troppi vuoti. Grazie ad alcuni messaggi whatsapp si è capito subito che qualcosa non stava andando per il verso giusto e, sottolineando che non ci sono stati incidenti di nessun tipo, è doveroso mettere qualche puntino sulle i. Arrivati al casello di Roma Nord, gli otto bus con a bordo i tifosi atalantini sono stati perquisiti e controllati con estrema puntigliosità, poi, al momento di partire verso lo stadio la lunga fila di mezzi ha percorso il raccordo anulare a velocità ridotta, arrivando all’esterno dell’Olimpico solo alle 15.

La coda ai tornelli, un’altra doppia perquisizione e il gol di Barrow seguito solo grazie agli smartphone nell’area di filtraggio sono state l’ultima “cartolina” romana prima dell’ingresso nel settore che è avvenuto al 12’ con una rincorsa di gruppo e l’esposizione immediata dello striscione “Bergamo”. Pareggio di Caicedo a parte, i sostenitori orobici hanno dato spettacolo sostenendo la squadra compatti e con grande trasporto: nonostante uno stadio molto carico di tifosi biancocelesti, la squadra di Gasperini ha sentito costantemente il sostegno e i risultati in campo si sono visti.

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Ripresa, una Dea stellare. Dopo il riposo, l’Atalanta è tornata in campo prima della Lazio quasi a dimostrare la grande voglia di vincere e per 48 minuti si è vista una Dea semplicemente stellare. Occasioni a ripetizione, miracoli del portiere avversario, una manovra avvolgente e bellissima hanno infiammato ancora di più i sostenitori nerazzurri che fino all’ultimo secondo hanno sperato in qualcosa di incredibile, ma si sono dovuti accontentare (sembra una bestemmia, ma è la verità) di un punticino contro la quarta forza del campionato.

Al fischio finale di Banti, la squadra si è avvicinata al settore ospiti per ringraziare e per circa 45 minuti i tifosi hanno continuato a cantare e sventolare le bandiere nerazzurre anche se lo stadio si era già completamente svuotato. Davanti a tanta bellezza, impossibile rimanere in silenzio. I giornalisti di casa Lazio, a più riprese, hanno sottolineato la bravura della Dea e i loro insulti a Strakosha perché non perdeva tempo, con il rischio di avviare un’azione in cui i biancocelesti avrebbero potuto perdere la partita, la dicono tutta su come sono stati vissuti gli ultimi 15-20 minuti di un match che la Lazio doveva e voleva vincere.

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Il rientro, a chi troppo e a chi nulla. I più veloci sono riusciti a tornare in treno, quelli in bus l’hanno un po’ allungata nei tempi, ma chi davvero ha fatto bingo sono gli amici di Chei de la Coriera. Dopo circa 200 km di viaggio, Marco e Lissa hanno organizzato per tutti una cena tipica in trattoria vicino a Chiusi e il successo è stato completo. Piatti abbondanti, grandi cori e una serie infinita di applausi per tutti a cancellare un po’ la delusione per il risultato e per una gestione dell’avvicinamento e dell’uscita dallo stadio abbastanza complicata: alle 18.45 della domenica, far passare otto bus in zone vicine al centro storico di Roma, non è parsa un’idea troppo intelligente.

Chi era in treno, come il sottoscritto, ha passato tutto il viaggio di ritorno diviso tra Sassuolo–Sampdoria (che esultanza al gol di Politano…) e i conteggi su punti mancanti, risultati migliori e tabelle per l’Europa. Per avere un quadro completo bisogna aspettare la finale di Coppa Italia, ne scriveremo comunque domani su queste pagine per fare un quadro completo della situazione, ma intanto, lasciatecelo dire, è clamorosamente bello trovarsi il 7 maggio a raccontare uno spettacolo simile. Perché “Questa è una storia infinita, Atalanta tutta la vita” non è stato solo uno striscione del passato, ma rappresenta il sogno di un popolo che chiede poco per essere felice. Forza Atalanta, riportaci in Europa.

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