A 200 km da Vilnius

La collina sacra dei lituani

La collina sacra dei lituani
Cronaca 12 Giugno 2015 ore 13:01

L’Europa e il mondo intero è costellato di numerosi e affascinati santuari che raccontano la devozione di tanti fedeli cristiani. Tra questi ce n’è uno davvero particolare, da molti considerato misterioso, quasi inquietante. È la Collina delle Croci, famoso luogo di pellegrinaggio che si trova nei pressi della città lituana di Šiauliai, lungo la strada E77 che collega Kaliningrad a Riga. È una piccola altura dove si ergono oltre centomila croci, lasciate dai fedeli che vi fanno visita. Se ne trovano tantissime, di tutte le misure e di diverso materiale. Chi l’ha visitato spiega che è difficile cogliere dalle sole immagini quello che si prova a essere immersi in uno scenario così unico e originale.

 

 

Le prime croci. Sull’origine di questo luogo non ci sono notizie certe e sicure, alcuni studiosi ritengono che in epoca precristiana vi sorgesse un tempio in cui si praticavano culti pagani. Le prime croci iniziarono a comparire quando gli abitanti di queste terre iniziarono a piantarle per commemorare le vittime rimaste uccise negli scontri con le forze del regime zarista che nel frattempo erano riuscite a prender possesso della regione balcanica (1795). La collina, con le sue croci, era mal vista dagli occupanti, che stavano tentando di russificare e diffondere l’ortodossia nel Paese e malvolentieri tolleravano i simboli del cattolicesimo. Ma le croci, in un modo o nell’altro continuarono a restare sul colle. Si arriva così al 1918, data in cui la Lituania riesce finalmente a raggiungere l'indipendenza, e il colle ritorna ad essere un luogo di culto in cui è possibile recarsi senza più alcun timore.

Dopo il patto Molotov-Ribbentrop. Ma le cose cambiano ancora una volta in seguito al patto Molotov-Ribbentrop del 1939, quando la Lituania fu assegnata alla sfera d'influenza tedesca. Dopo pochi mesi, in cambio di una maggior porzione del territorio della Polonia occupato dall'Unione Sovietica, la Germania accettò l'occupazione della Lituania da parte dei sovietici. Si ripeté quello che era già successo nel secolo precedente: i russi, armati di ruspe, “bonificarono” più volte la Collina abbattendo le croci. Le croci di legno venivano bruciate, quelle di metallo riciclate, e il luogo venne utilizzato come discarica per scoraggiare i fedeli a erigerne di nuove. Ma la fede popolare non fu in alcun modo scalfita da questi attacchi e la gente dopo ogni distruzione ritornava in quel luogo portando nuove croci.

 

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l'indipendenza lituana. La Lituania, l’11 marzo 1990, fu la prima repubblica baltica a ritornare indipendente. E si arriva a oggi, dove su questo colle si stimano esserci oltre 100mila croci anche se in realtà non esiste un numero preciso e definitivo, dato che ogni anno migliaia di pellegrini fanno visita a questo santuario e, come da tradizione, vi lasciano una piccola croce, segno della loro visita e della devozione verso il luogo.

La visita del Papa. La sorte della Collina della Croci è radicalmente cambiata nel settembre del 1993, quando papa Giovanni Paolo II si recò in visita in Lituania e scelse di venire a pregare proprio sulla sommità di questo colle. Qui celebrò anche una messa all’aperto su un altare in legno costruito per l’occasione, e donò alla collina e al popolo lituano una grande croce di legno con base in granito sulla quale è riportato il suo ringraziamento per questa grande testimonianza di fede. Sempre per volontà di Papa Wojtyla nei pressi della collina sorge oggi un monastero francescano, con lo scopo di curare e presidiare il sito.