Foto dalla pagina Facebook di Baldovino Midali
Una brutta esperienza per il fotografo naturalista Baldovino Midali, la cui auto parcheggiata davanti casa a Branzi è stata svaligiata da ignoti nella notte del 6 gennaio scorso.
Rubate attrezzatura e bottiglie di vino
Noto per i suoi numerosi filmati e reportage sulle montagne bergamasche, riproposti in televisione e su internet, Midali ha manifestato la sua amarezza per quanto accaduto sui social, soprattutto perché non sono spariti soldi o monili, ma parte dell’attrezzatura che utilizza nella sua professione, quindi niente a cui in teoria un comune ladro potesse essere particolarmente interessato.
«La rabbia è davvero tanta – ha esordito il fotografo -. Stanotte a Branzi mi hanno aperto la macchina e portato via il cannocchiale, il capanno mimetico, la ghillie (tuta usata per camuffarsi, ndr), il vestito mimetico che uso per fare fotografia naturalistica e persino due bottiglie di vino appena ricevute come regalo di Capodanno». Insomma, oltre al danno, la beffa.
«Nemmeno in montagna c’è tranquillità»
Un episodio che, da quel che si può capire, lo ha lasciato basito, proprio perché in una località di montagna come quella non credeva certo di dover avere timore a lasciare oggetti di quel genere nella sua vettura. «Non so davvero cosa pensare: uno scherzo di pessimo gusto? Oppure persone così disperate da rubare qualsiasi cosa pur di sbarcare il lunario? Qualunque sia la risposta, il fatto è uno solo: neanche nei paesi di montagna si può più stare tranquilli» ha concluso.
«Spero sinceramente che ci siano più controlli, perché così diventa impossibile andare avanti. E poi una domanda mi gira in testa da ore… che cosa se ne faranno mai di un capanno mimetico? Amarezza, delusione e tanta rabbia».

Midali è un fotografo particolarmente famoso nell’ambiente: di recente su Amazon è stato pubblicato il suo libro Immagini di un cammino nella natura tra i boschi, montagne e ricordi di vita vissuta. Una raccolta di foto molto suggestive dei rilievi brembani nelle varie stagioni e periodi dell’anno, così come gli incontri con gli animali caratteristici di quest’ambiente, avvenuti dopo anni di lavoro e ricerca sui sentieri della valle. A marzo 2024, invece, il suo video di un’aquila delle Orobie, che spicca il volo in alta Val Brambana, aveva ottenuto un importante riconoscimento ai GoPro Awards.