La protesta

Bergamo, tagli a 65mila pensionati Cisl: «Mancata attenzione ai deboli»

Bergamo, tagli a 65mila pensionati Cisl: «Mancata attenzione ai deboli»
Cronaca 01 Aprile 2019 ore 04:30

Sono 65.527 i pensionati bergamaschi che percepiscono assegni di vecchiaia sopra i 1.500 euro lordi mensili, il 35% del totale, scrive la Cisl provinciale in un comunicato. Per loro, da aprile scatterà l’adeguamento sulle rivalutazioni e anche un prelievo sempre più consistente per le pensioni «più alte».

Ingiustizia. «Pochi o tanti che siano, sempre soldi in meno nelle pensioni, un provvedimento che colpisce pensionati che hanno costruito il proprio assegno versando contributi per 35, 40 e anche 45 anni di lavoro, e per la stragrande maggioranza dei casi, non certo delle cosiddette pensioni d’oro, visto che più di 60mila stanno sotto i 3mila euro lordi». Caterina Delasa, di Fnp Cisl, commenta così il prossimo taglio della perequazione, ovvero del meccanismo che determina l’aumento degli assegni pensionistici, deciso dal governo, che con La Finanziaria ha attinto da questi tagli per far entrare nelle casse dello Stato 2,3 miliardi nei tre anni di applicazione (dal 2019 al 2021), risorse che sono state utilizzate per quota 100, reddito e pensione di cittadinanza.

Problema restituzione. «Inoltre – continua la segretaria generale dei pensionati Cisl Bergamo -, dopo che l’Inps avrà aggiornato il calcolo delle pensioni con il cedolino di aprile 2019, si aprirà il problema della restituzione di quanto incassato in più nella prima parte dell’anno. La volontà del governo era di evitare di presentare il conto della restituzione ai pensionati sotto periodo elettorale: si era ipotizzata la mensilità di giugno», e a oggi, l’istituto non fuga i dubbi al riguardo, «dato che nei prossimi mesi  comunicherà le modalità di recupero delle somme relative al periodo gennaio-marzo 2019».

Manifestazione all’orizzonte. Fnp Cisl, Spi Cgil e Uilp Uil stanno preparando una manifestazione nazionale dei pensionati: sabato 1 giugno in piazza del Popolo a Roma, e prima tre assemblee, il 9 maggio a Padova, Roma e Napoli. «La mobilitazione – conclude Delasa – è contro la totale mancanza di attenzione nei confronti dei pensionati, che spesso rappresentano la parte debole della società».

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