Caso storico

Evasione fiscale per non licenziare Imprenditrice assolta dal giudice

Evasione fiscale per non licenziare Imprenditrice assolta dal giudice
21 Novembre 2019 ore 12:25

Non paga le tasse per non licenziare i dipendenti.  Il Tribunale di Pavia assolve la legale rappresentate della Cipi Holding srl di Sannazzaro dall’accusa di evasione fiscale perché il fatto non costituisce reato. Dissequestrati i beni dell’azienda.

Dal 2011 al 2015. Due sentenze emesse dal Tribunale di Pavia, nelle date del 12 e 18 novembre 2019, hanno messo fine ad una lunga battaglia giudiziaria che, al termine del I grado di giudizio e dopo essere arrivati fino dinanzi alla Cassazione per ottenere il dissequestro dei beni aziendali, ha dato ragione alla Cipi Holding Srl, accusata di non aver versato, dal 2011 al 2015, significativi importi relativi ad imposte dirette e indirette.

Dissequestrati i beni dell’azienda. Il Tribunale pavese ha accolto e dato merito alla difesa affidata all’inizio dello scorso anno all’Avv. Luigi Ferrajoli del Foro di Bergamo, con studio anche in Pavia. È stata quindi ordinata l’immediata restituzione degli immobili e dei conti correnti, aziendali e personali dell’amministratore, mantenuti per oltre due anni in sequestro, per un valore di alcuni milioni di euro a fronte di una misura cautelare reale finalizzata alla confisca per equivalente di circa 3,5 milioni di euro.

 

 

Garantire la continuità aziendale. Pronunce che si pongono in linea con i più recenti orientamenti della giurisprudenza della Corte di Cassazione, che ha escluso la punibilità dell’imprenditore che ometta il versamento di imposte regolarmente dichiarate e liquidate al solo scopo di garantire la continuità aziendale e, in un momento di crisi economica quale quello attuale, nell’intento di preservare posti di lavoro, continuando a garantirne la retribuzione. Nel caso dell’azienda interessata, peraltro, come ben argomentato in udienza da, il dolo necessario perché si configurasse il reato era escluso dalla conclusione di un accordo di ristrutturazione del debito, collegato a transazione fiscale sottoscritta con l’Agenzia delle Entrate ed omologata dallo stesso Tribunale di Pavia, per l’intero valore dei tributi non versati e in presenza di una garanzia reale sui beni, che rendeva ridondante e inutilmente afflittiva la misura del sequestro.

Salvare i posti di lavoro. Circostanze tenute in assoluta considerazione dai giudici pavesi, che hanno preso atto della virtuosa condotta dell’amministratore che, stringendo i denti e credendo fermamente nella giustizia, ha ora la certezza di aver operato tanto nell’interesse della propria azienda – permettendo ai circa 200 dipendenti di mantenere il proprio posto di lavoro -, quanto attuando una esemplare gestione della crisi, salvaguardando gli interessi dell’Erario, a cui sta versando, in rate, l’intero debito Iva e nella misura concordata gli altri tributi.

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