Cronaca
Discussioni e decisioni

Temi e polemiche della settimana Come va la politica a Bergamo

Temi e polemiche della settimana  Come va la politica a Bergamo
Cronaca 06 Settembre 2014 ore 12:21

Riassumiamo i principali temi - con relative polemiche - sui quali si è pronunciata la vita politica bergamasca nella settimana che si è appena conclusa. Per non continuare a pensare che "tanto non cambierà mai niente".

 

1 - Piazza Vecchia si fa verde. L'associazione Città Alta e Colli non gradisce.

È stata presentata la nuova edizione della Piazza Vecchia verde, iniziativa che gli anni scorsi ha riscosso grande successo tra bergamaschi e turisti, presenti il sindaco Giorgio Gori e l'assessore regionale Claudia Terzi.
L'associazione Città Alta e Colli, nei giorni scorsi, aveva inviato una lettera al sindaco Gori lamentando la mancanza di coinvolgimento della scorsa amministrazione delle realtà sociali di Città Alta nell'organizzazione di questo e altri eventi, e denunciando il rischio che certe trasformazioni possano stravolgere il centro storico: «Piazza Vecchia, che trae la sua bellezza dall’essere così come la conosciamo, viene stravolta da un “trucco” pesante che, comunque lo si voglia guardare, è posticcio».
In risposta, il sindaco ha spiegato le intenzioni per il futuro: «I maestri del paesaggio portano a Bergamo i più grandi progettisti del mondo, quindi questi giorni invitano a coltivare la bellezza. Per le prossime edizioni l’obiettivo dell’amministrazione comunale è passare da piazza Vecchia verde a una Città Alta green, in modo da sgravare piazza Vecchia e allo stesso tempo estendere la manifestazione per valorizzare anche le altre bellezze tra le mura».

2 - La riforma delle circoscrizioni. Nella giornata di venerdì 5 Settembre il Consiglio comunale cittadino ha deliberato le linee generali della nuova organizzazione del territorio con l'introduzione delle figure dei delegati di quartiere. Le minoranze si sono opposte in maniera decisa.
Danilo Minuti, della lista Tentorio, rivendica la mancanza di democraticità in una figura scelta dai dirigenti e non per una rappresentanza reale: «Con questa delibera si revoca la nostra precedente proposta di partecipazione democratica con elezione diretta di secondo grado, che rendeva protagonisti i consiglieri comunali in base alle percentuali dei partiti». Gli fa eco il collega di lista Davide de Rosa che chiede trasparenza nella scelta delle persone, mentre per Alberto Ribolla, della Lega Nord, «si tratta di un impasto confuso di ruoli fra cui ci sono delegati di quartiere, referenti organizzativi, referenti per la co-progettazione, università e facilitatori».
Il vicesindaco Sergio Gandi ha calmato le acque: «Quella che votiamo oggi è una delibera d’indirizzo, poi in Consiglio entreremo nel dettaglio. Può piacere o no la nostra proposta, ma possiamo contribuire tutti a migliorarla». Duro il commento del segretario della Lega Nord, Daniele Belotti, che ha accusato il sindaco, come avevano fatto anche altri nei giorni scorsi, di aver creato una figura per accomodare i propri amici: «Dopo i favori ai balordi stranieri che occupano le panchine, agli islamici in cerca di una moschea e agli pseudo profughi da ospitare alla Cà Matta, ecco che iniziano a pagare le cambiali politiche della loro elezione».
Il sindaco Gori ha risposto che “i delegati sono citati anche nel programma elettorale. L’ex sindaco Franco Tentorio dice che tra gli obiettivi annunciati non c’erano, che con il progetto diamo poltrone agli amici? Tutto falso».

3 - Urbanistica di via Autostrada. Zenoni (M5S) attacca: «Una porcata». Si è svolta mercoledì 3 settembre la commissione consiliare per discutere delle scelte urbanistiche da attuare in città e le conclusioni non sono piaciute al consigliere del Movimento 5 Stelle. «Ieri è andato in scena l'ultimo atto della vicenda urbanistica di via Autostrada con l'ennesima porcata ai danni dei cittadini», ha dichiarato Zenoni tramite la sua pagina Facebook. E ha aggiunto: «Quando c'è da decidere su una porcata lo si fa con tutti i distingui del caso, ci si indigna, ci si tappa il naso, si promettono future soluzioni e infine si vota tutti a favore», accusando l'attuale maggioranza e l'ex maggioranza di collaborare non per il bene comune, ma per perseguire i propri interessi.
In particolare il consigliere del M5S si riferisce all'ipotesi di costruire una nuova scuola materna su una zona verde libera e di un parcheggio al servizio della città,  a suo parere disposto in modo da servire il commercio privato.

4 - Liti interne al centrodestra per il candidato alla Provincia. È ormai ufficiale la candidatura di Giuseppe Pezzoni, sindaco di Treviglio, alla presidenza della Provincia. Ma nei giorni immediatamente precedenti si sono scatenate le polemiche tra Lega Nord e Forza Italia sulla scelta del nome giusto per il centrodestra.
Soltanto due giorni prima dell'annuncio, infatti, l'attuale candidato aveva rinunciato alla corsa dando il suo appoggio a Fabio Terzi, sindaco di Albino, proposto dai colleghi di Forza Italia proprio per mettere i bastoni tra le ruote al leghista Pezzoni.
Ad indispettire il primo cittadino di Treviglio è stato il dietrofront di Sorte che, come ha spiegato, l'aveva inizialmente messo in cima alla lista, salvo poi proporre Terzi, che fin da subito ha dichiarato di non essere particolarmente incline a concorrere per la presidenza. Giovanni Malanchini, coordinatore dei sindaci leghisti ha commentato: «Forza Italia non merita il nostro rispetto politico, non è un alleato affidabile, predica una cosa e ne fa un'altra».

5 - Maroni contro Alfano alla Berghem Fest. Roberto Maroni è intervenuto alla Berghem Fest di Alzano Lombardo con alcune dichiarazioni sul tema caldo dell'immigrazione, sollevando il problema sanitario che possono causare questi flussi migratori provenienti dall'Africa e attaccando in particolare Angelino Alfano: «Mi spiace che abbia una gestione così improvvisata», ha detto il presidente della Regione.
Tra il pubblico sventolano bandiere che incitano "Freedom for Lombardia" e uno striscione supporta le parole di Maroni con la scritta: «Angelino l'amico di ogni clandestino».

6 - La nuova figura dei “Delegati di quartiere”. La nuova legge finanziaria ha abolito le vecchie circoscrizioni ma la giunta comunale di Bergamo ha introdotto la nuova figura dei "Delegati di quartiere", per garantire «la partecipazione dei territori alle decisioni amministrative», come spiegato da Giorgio Gori.
I delegati saranno sette e secondo il sindaco serviranno a «superare l'invadenza dei partiti politici e dare più spazio alle tantissime persone che si prodigano nei quartieri», saranno scelti dall'amministrazione e percepiranno regolare stipendio.
Soprattutto quest'aspetto ha scatenato la polemica del centrodestra che accusa la giunta Gori di aver creato «sette nuove poltrone retribuite da distribuire ad amici». Alberto Ribolla, consigliere della Lega Nord, definisce «vergognosa la decisione del PD» di garantire il compenso.

7 - Emergenza Stazione. Alcuni giorni fa il sindaco Gori aveva manifestato grande disappunto e preoccupazione per la lentezza dei lavori del cantiere nella stazione di Bergamo. Le rassicurazioni dai responsabili della società Centostazioni del Gruppo Ferrovie, avute in seguito, non sono state però granchè convincenti e l'amministrazione comunale, con Atb, ha pensato di predisporre un "progetto navette" per affrontare la possibile emergenza in concomitanza dell'apertura delle scuole.

8 - Tagli alla provincia, l'opposizione dei dirigenti. La Provincia sta facendo i conti con i tagli al bilancio imposti dal governo. Inevitabile organizzare anche tagli al personale, ma il presidente Ettore Pirovano ha trovato dura opposizione dei dirigenti dopo aver considerato l'ipotesi di mettere in mobilità alcuni dipendenti.
I dirigenti hanno escluso l'esistenza di esuberi e non sembrano intenzionati a trattare, ma Pirovano li ha accusati di non avere coscienza dell'attuale situazione economica e ha detto di non poter rimandare in alcun caso la manovra.

9 - Dalmine, scontro per l'intitolazione di uno spazio alle vittime di Vallanzasca. La minoranza di Forza Italia e Lega Nord ha presentato una mozione per l'intitolazione di un luogo nella città alle vittime del bandito Vallanzasca, gli agenti della Polizia di Stato Luigi D'Andrea e Renato Borborini, uccisi mentre svolgevano servizio presso il casello dell'autostrada di Dalmine il 6 Febbraio 1977, ma la proposta è stata bocciata in consiglio.
Il sindaco Lorella Alessio ha spiegato che pur considerando la proposta lodevole, ritiene più appropriato discuterne in maniera condivisa con i soggetti coinvolti, associazioni e polizia di stato in primo luogo
È intervenuto però successivamente il capogruppo del Pd Carrara dichiarando che l'episodio coinvolse soltanto per caso la città di Dalmine. Un’uscita che ha scatenato le reazioni di Iodice (FI)  («un momento vergognoso per il comune di Dalmine») e dell'ex sindaco Terzi (Lega Nord), secondo la quale «il Pd riesce a fare polemica inutile e strumentale anche questa volta su un argomento così importante».

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