Al Conca Verde

Terrazze fiorite e Bergamo sole, condomini (inclinati) da film

Progetto cinematografico sui complessi architettonici un tempo definiti “pollai” proiettato in anteprima assoluta

Terrazze fiorite e Bergamo sole, condomini (inclinati) da film
27 Settembre 2020 ore 00:44

Verrà proiettato in anteprima assoluta martedì 29 settembre (tutto esaurito; replica martedì 6 ottobre, alle ore 21, Biglietti in prevendita qui) al Cinema Conca Verde di Bergamo, il film “Il condominio inclinato. Bergamo, sole, casbah, pollai e terrazze fiorite”, dei bergamaschi Alberto Valtellina e Paolo Vitali (Italia 2020, 76’). Un progetto di ricerca cinematografica sui complessi edilizi “Terrazze fiorite” e “Bergamo sole”, costruiti tra il 1976 e il 1980 su progetto degli architetti Giuseppe Gambirasio e Giorgio Zenoni: inizialmente definiti “i pollai”, sono stati studiati e apprezzati a livello internazionale.

Attraverso le testimonianze degli abitanti il film descrive gli spazi privati, quelli comuni e le molteplici e articolate relazioni con essi. Il racconto che emerge è tanto preciso quanto “affettuoso”: fra i residenti i due registi incontrano “il più grande collezionista al mondo di gadget della Nutella”, che afferma di non sapere nemmeno lui quanto ciò sia motivo di vanto o di vergogna, e un’insegnante appassionata di botanica che mostra le orchidee nate spontaneamente fra le aiuole. Scoprono che negli anni ‘90 alcuni ragazzi avevano girato curiosi thriller cinematografici fra i vicoli e i tetti delle abitazioni e che alcuni spazi interni si sono prestati, nel corso del tempo, a destinazioni d’uso non convenzionali come un circolo Arci, in cui un gruppo di ragazze fa acrobatiche evoluzioni di pole dance.

Spiega Paolo Vitali, architetto e regista, che il 29 settembre sarà presente in sala con il co-regista e produttore Alberto Valtellina per dialogare con il pubblico: «Obiettivo del nostro lavoro è stato quello di far emergere la forte interazione tra spazio e abitanti. Il progetto di Gambirasio e Zenoni si inserisce nel clima culturale che, tra il dopoguerra e gli anni ‘70, ha favorito la realizzazione di complessi abitativi di grandi dimensioni che dovevano sviluppare socialità e relazioni. A differenza di altre operazioni progettuali a cui non ha corrisposto una adeguata qualità abitativa, nella “città orizzontale” di Bergamo ha prevalso un approccio sperimentale, ricco di soluzioni che hanno promosso e favorito modi significativi di interagire con lo spazio».

Fra i protagonisti Giorgio Zenoni, uno dei due progettisti a cui Valtellina e Vitali hanno chiesto di essere guidati all’interno della struttura per scoprirne i principi costitutivi, il quale spiega come l’idea del piano inclinato sia nata da una precisa prescrizione del piano regolatore, che prevedeva di preservare la vista su Città Alta e sui Colli.

E sul lavoro di produzione spiega Alberto Valtellina: «Abbiamo deciso di lasciare che il tempo lavorasse a nostro favore. Il film è terminato dopo più di due anni perché volevamo diventare a nostra volta “parte dell’edificio”, una parte osservante e dialogante. Non abbiamo imposto una struttura al film, ci siamo lasciati trasportare dagli incontri e dalle amicizie che sono nate. In più occasioni abbiamo condiviso parti del montaggio con i nostri protagonisti».

Le musiche sono originali, i musicisti che le hanno eseguite sono stati rintracciati fra gli abitanti: un musicologo costruttore e suonatore di baghèt, la cornamusa bergamasca; un’insegnante di pianoforte che suona una Partita di Bach; tre fratelli, due violini e un violoncello, che suonano Grieg e Vivaldi sui terrazzi, sulle scale e nei garage.

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