Dal "New York Times"

Tictac, clic, gnam: vi dan fastidio? Potreste soffrire di misofonia

Tictac, clic, gnam: vi dan fastidio? Potreste soffrire di misofonia
05 Marzo 2015 ore 12:09

L’instancabile ticchettio di un orologio, il clic del mouse che striscia sulla scrivania o il picchiettare delle dita sopra il tavolo. E ancora: piedi che vengono strascicati, cani che abbaiano, sedie spostate senza essere sollevate, labbra che schioccano. Le azioni appena elencate sono solo una piccola parte dei tanti suoni che infastidiscono e innervosiscono tutti coloro che sono affetti da misofonia. I soggetti colpiti da questa patologia sono quindi comunemente infastiditi da rumori ritenuti ordinari da tutte le altre persone. E l’irritazione cresce maggiormente quanto più risulta impossibile allontanarsi dalla fonte che la genera. Con una veloce immagine pensiamo a un misofonico in aereo, seduto accanto a un passeggero che durante tutto il viaggio mangia rumorosamente o mastica animatamente un chewing gum (esperienza, tra l’altro, da non augurare a nessuno).

Un sondaggio. Un recente articolo del New York Times ha addirittura condotto un sondaggio tra i suoi lettori e ha stilato una piccola classifica dei rumori che i misofonici proprio non riuscirebbero a sopportare. La cosa che maggiormente farebbe perdere la testa è il suono del gesso sulla lavagna, seguito da quello di chi mangia la zuppa, ma non sono da meno il masticare chewing gum, il tagliarsi le unghie, gli scatti della penna, il tirar su con il naso, lo scrocchiare delle dita e gli sbadigli ad alta voce. I soggetti che possono essere definiti più gravi non solo sono ossessionati da questi suoni molesti, ma anche da alcuni stimoli visivi, come movimenti ripetitivi del corpo, dei piedi o delle dita e, più in generale, da movimenti che osservano con la coda dell’occhio.

 

 

Un antidoto. La misofonia è comunque un disturbo abbastanza lieve, che al massimo può sfociare in un momentaneo scoppio d’ira. La scienza, fino ad oggi, non si è praticamente mai occupata di questa sindrome, ragione per cui sono davvero pochi gli studi conosciuti riguardo le cause o le conseguenze di questa sorta di allergia al suono. A compensare questa mancanza ci ha pensato il grande popolo del web che, in assenza di ricerche ufficiali, ha creato numerosi siti, forum e blog in cui è possibile scambiarsi opinioni e impressioni sulla misofonia.

Una delle rare ricerche, condotta nel 2013 dalle università di Amsterdam e della California, ha evidenziato che la misofonia inizia spesso tra l’infanzia e l’adolescenza (91 percento dei casi), è scatenata da persone ben determinate (82 percento dei casi) ed è ereditaria (55 percento dei casi). Va sottolineato il fatto che le reazioni di fastidio scattano immediatamente se a masticare rumorosamente è il coniuge o l’amico seduto di fronte a tavola, mentre nessun misofobo risulta essere minimamente infastidito dal ticchettio del proprio orologio. Inoltre, sempre secondo questa ricerca, l’antidoto per evitare nervosismi vari ed eventuali sarebbe quello di imitare all’istante il suono che genera fastidio. Provare per credere.

 

 

Uno studio. Secondo uno studio dell’università della Florida del Sud pubblicato l’anno scorso, il 20 percento della popolazione mondiale soffrirebbe di questo disturbo. Si tratta comunque di persone che vivono una vita normale, senza alcun particolare problema. Al massimo sono affetti da qualche disturbo d’ansia, oltre che ad una leggera irascibilità. Sono proprio quelli più scontrosi a rendersi conto per primi di quanto le reazioni di rabbia siano spesso eccessive e senza ragione. «A dir la verità — confessa Barron Lerner, il docente di medicina autore dell’articolo sul New York Times — mi è capitato perfino di avere di fronte pazienti che esacerbavano la mia misofonia. Gli sbadigli erano una tortura particolare, ma arrivavo a sentire perfino il rumore della saliva delle persone che parlavano di fronte a me».

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